Le chat segrete di Delmastro resteranno segrete
La procura di Roma non potrà scoprire cosa diceva Delmastro a Mauro Caroccia, il presunto prestanome del clan Senese. Tra le altre notizie: le IDF hanno ripreso gli attacchi in Libano, il governo chiederà 36 miliardi di flessibilità in armi e energia, e Grokipedia è già stata abbandonata
Con 206 voti contro 133, a scrutinio segreto, la Camera ha negato alla procura di Roma l’autorizzazione ad acquisire le chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Finisce così il braccio di ferro — questa volta non ci sono stati franchi tiratori, si sono compiaciuti i parlamentari dei partiti di destra, che quando si tratta di difendere uno dei propri non faticano a mettersi d’accordo. Il relatore di Forza italia Pietro Pittalis ha difeso le ragioni del No fermandosi a pochi passi dalla caricatura, citando l’articolo 68 della Costituzione — quello sulle prerogative dei membri del parlamento — e arrivando a dire che le opposizioni dovevano lavorare a una riforma costituzionale. Elisabetta Piccolotti (AVS) ha usato parole durissime: “È una barbarie impedire indagini sulla mafia.” “Non si possono bendare gli occhi agli italiani,” ha commentato, mentre i suoi colleghi si sono materialmente bendati gli occhi in segno di protesta. (ANSA)
Il voto “salva” Delmastro sull’utilizzo dei messaggi scambiati con Mauro Caroccia, indicato come prestanome del clan Senese. Sul merito, la difesa delle forze di governo è a dir poco fragile — a un certo punto il capogruppo Fdi Bignami ha detto che Delmastro ha incontrato Caroccia “quando non era ancora condannato” (ah beh, allora…). Sempre Bignami ha addirittura citato il caso Cospito per accusare, in sostanza, di voler usare l’indagine con obiettivi politici. Schlein ha dichiarato che si tratta di un “precedente gravissimo”: “Se negate l’acquisizione di queste chat, non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino dicendo che sarebbe stato un ministro di questo governo.” Conte, invece, ricorda la stretta contro i minorenni: “Criminalizzate i minorenni, ma i vostri amichetti li scudate.” (il Fatto Quotidiano / la Repubblica)
È Bignami stesso che plasticamente spiega la situazione: “A voi non interessa nulla di attaccare Delmastro, voi volete attaccare Giorgia Meloni. Ma prima di attaccare lei, dovete attaccare tutti noi, e perderete.” Su Fanpage Marco Billeci la descrive come “la logica della Fiamma Magica,” l’entourage ristrettissimo che Meloni si è portata dietro fin dal proprio insediamento a palazzo Chigi. Delmastro fa parte di questa schiera di funzionari di FdI che sono disposti a tutto per proteggere la presidente del Consiglio, forse coscienti che è vero anche il contrario: se cadono loro, cade anche lei. Nominalmente, l’autorizzazione è questione parlamentare, e il governo non ne sarebbe coinvolto, ma non è un mistero che i vertici del governo fortemente auspicassero questo esito: Fanpage ha anche pubblicato un video che mostra il ministro della Giustizia Nordio che se la ride e applaude, una volta confermato il risultato che ostacola i lavori della procura di Roma. (Fanpage / Instagram)