Sánchez vs Meloni

Tra Madrid e Roma è crisi diplomatica, con Palazzo Chigi che non sa spiegare quale sia il rischio reale che giustifica la sospensione di Schengen. Tra le altre notizie: l’accordo di difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, la crisi del carburante irregolare, e un altro caso di IA ribelle

Sánchez vs Meloni
foto: Governo spagnolo. Pool Moncloa/Fernando Calvo

Tra Roma e Madrid ormai siamo alla piena crisi diplomatica: nelle scorse ore il governo spagnolo ha dato una sorta di ultimatum all’Italia, anticipando che ci sarebbero state misure “proporzionali” contro l’Italia in caso non venissero sospesi i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. L’Italia aveva sospeso Schengen con la Spagna come attacco politico nel contesto della crisi di Ceuta, senza che il paese fosse in nessun modo realmente esposto al possibile flusso di persone migranti. Da Palazzo Chigi è stata emessa una nota che confermava la posizione grottesca dell’esecutivo italiano: “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere.” “Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia.” Tutto questo, garantisce la presidenza del Consiglio, “senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna” (meno male) con cui l’Italia è “pronta a continuare un confronto costruttivo.” (La Moncloa / Governo italiano)

Nel comunicato, il governo Sánchez non usa giri di parole: la mossa italiana è “una misura senza precedenti nella storia recente,” adottata “senza preavviso, in modo unilaterale e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice frontiere Schengen né alla realtà.” Madrid ricorda che nessuno dei migranti entrati a Ceuta poteva accedere liberamente a Schengen, perché la città ha un regime speciale, e che “la quasi totalità” è già rientrata in Marocco. Nel documento il governo spagnolo non si nega una cattiveria, e ricorda che i governi comunitari “dovrebbero promuovere l’intesa tra i paesi e l’interesse generale delle loro popolazioni,” “non per creare fratture e conflitti sterili spinti da motivazioni elettorali interne.” (La Moncloa)

El País descrive la crisi parlando di due governi “guidati da progetti politici antagonisti.” Dopo il vertice straordinario dei ministri dell’Interno UE sembrava che i toni si fossero abbassati, con una dichiarazione di solidarietà firmata anche dall’Italia, ma la frattura di fondo è probabilmente insanabile: anche se il governo spagnolo è responsabile di politiche sulle migrazioni repressive almeno quanto quelle del governo italiano, tra Madrid e Italia c’è una rivalità ideologica fondamentale e di lungo corso — su migrazioni, frontiere, futuro del Mediterraneo, e anche sulla leadership dell’Europa del Sud. Meloni apertamente sostiene gli avversari neofranchisti di Sánchez, e da quando è in carica non è stata nemmeno una volta in visita alla Moncloa. (el País)