Il ritorno del sogno nazifascista di Fortezza Europa

Oggi alla riunione per la crisi di Ceuta si dirà che si vuole aiutare la Spagna, mentre si lavora per la persecuzione dei migranti. Tra le altre notizie: l’esplosione di aborti spontanei a Gaza, un giovane di 19 anni è morto sotto il sole per raccogliere pomodori, e cosa dice l’AI Act europeo

Il ritorno del sogno nazifascista di Fortezza Europa
foto: Governo spagnolo. Pool Moncloa/Fernando Calvo

La crisi — diventata europea solo per pretesto — di Ceuta arriva a Bruxelles: i ministri dell’Interno dei 27 stati membri si riuniscono oggi in videoconferenza per gestire le presunte ricadute dell’arrivo di decine di migliaia di migranti nell’enclave spagnola. Madrid si prepara all’incontro sapendo che troverà ostilità aperta: Sánchez ha bollato come “egoista, polarizzante e illegale” la reazione di alcuni stati che dovrebbero essere alleati della Spagna — in particolare l’Italia, con la coalizione di Giorgia Meloni alla ricerca di una emergenza che non sia immediatamente riconducibile alle azioni dei propri alleati politici internazionali. L’appuntamento servirà nominalmente ad “abbassare i toni,” concentrandosi sulle “lezioni apprese” dalla crisi piuttosto che sull’attribuzione delle colpe, ma l’obiettivo è cogliere l’occasione per lavorare sul rafforzamento delle frontiere esterne, e lanciare un’ulteriore stretta sulle migrazioni. (Euractiv)

“Tutti sono molto disponibili e desiderosi di aiutare, e riconoscono che questa è stata una situazione molto difficile per la Spagna,” ha riferito una fonte diplomatica a POLITICO. Ma non si possono dimenticare le pressioni politiche: nella famigerata lettera firmata da 22 stati, e promossa proprio dall’Italia, insieme alla Danimarca, non si parla solo di rafforzare i confini, ma anche di abbandonare le politiche che sarebbero pull factor — come sempre in questi dibattiti, senza fornire la benché minima prova in supporto della tesi che queste politiche effettivamente portino a un aumento delle persone che cercano di migrare. Non a caso, dietro la lettera si intravede — nota el País — una “sincronizzazione tra Stati Uniti, ultradestra e una parte del centrodestra europeo”: a rilanciarla su X è stato perfino l’ambasciatore statunitense presso l'UE, Andrew Puzder. Sánchez si ritrova a dir poco isolato: a rifiutarsi di firmare il documento sono stati soltanto Francia, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo. La vicenda, intanto, ha già spinto la migrazione in cima all’agenda europea: se ne parlerà al Consiglio di ottobre, e la Commissione valuterà a settembre nuove misure. (POLITICO / el País)

A Ceuta, intanto, il dito è puntato su Rabat. Il presidente dell’enclave, il conservatore Juan Jesús Vivas, ha parlato di “un’atrocità” e di un attacco all’integrità territoriale spagnola “se non orchestrato, quantomeno incoraggiato o permesso dal Marocco.” Sul terreno restano oltre 800 minori non accompagnati e storie strazianti, come quella di Ashraf, 28 anni, che racconta di aver nuotato tra i cadaveri mentre “la polizia marocchina ci spingeva verso l’acqua gridando ‘nuota, nuota.’” Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha denunciato a TVE “uno sforzo reazionario internazionale sincronizzato” che ha “amplificato menzogne e fake news” sull’integrità di Schengen e sull’operato di Madrid, “purtroppo rilanciate anche da alcuni governi europei,” ricordando che la Spagna ha oggi il minor numero di ingressi irregolari sulla rotta mediterranea, mentre l'Italia ne ha il più alto — non che si tratti di un dato di cui vantarsi, ovviamente. (the Guardian)