Dalla Cisgiordania al Libano, Netanyahu prepara una campagna elettorale di sangue?

Le IDF hanno attaccato di nuovo il Libano, uccidendo 11 persone. Tra le altre notizie: il Consiglio costituzionale francese ha bocciato il divieto ai social network per i minori di 15 anni, l’ultimatum dei governatori leghisti a Salvini, bisogna parlare seriamente dei “siti dopamina” di shopping

Dalla Cisgiordania al Libano, Netanyahu prepara una campagna elettorale di sangue?
Volontari trasportano i corpi delle persone uccise nell’attacco su Ansar. Foto: Protezione civile Ansar

Le IDF sono tornate a condurre raid sul sud del Libano: nelle scorse i militari israeliani hanno ucciso 11 persone. È il numero più alto di persone uccise in un solo attacco da quando, lo scorso giugno, gli Stati Uniti avevano forzato l’accordo di Israele con Hezbollah. Ad Ansar sono state uccise 7 persone, tra cui 3 bambini e 2 donne, mentre a Deir Zahrani sono state uccise altre 4 persone. Sono stati condotti attacchi anche nell’area montuosa di Ali al–Taher, considerata di grande importanza strategica, e sono state distrutte residenze civili a Bin Jbeil, vicino al confine con Israele. L’attacco è in plateale rottura degli accordi con il Libano, e mette in dubbio il prossimo round di trattativa, che si dovrebbe tenere a inizio settembre a Roma. Questa settimana Human Rights Watch ha chiesto all’ONU di mantenere la propria forza internazionale in Libano oltre la scadenza — il mandato si conclude con la fine dell’anno — perché la presenza dei militari internazionali costituisce “un deterrente cruciale contro gli attacchi ai civili e le violazioni dei diritti umani.” (the New Arab / ANSA / Human Rights Watch)

Secondo Haaretz Washington avrebbe per ora accettato le giustificazioni israeliane per l’ennesimo attacco contro il Libano, ma, avverte il quotidiano, è probabile che la pazienza di Trump con Netanyahu sia agli sgoccioli. L’ambasciatore statunitense Huckabee sta seguendo gli attacchi dei coloni a Qusra, in Cisgiordania. Tel Aviv e Washington sono in rottura come raramente è capitato in precedenza sul nuovo piano di “pace” per la Striscia di Gaza Il Consiglio di pace è arrivato a un nuovo accettando le richieste di lunga data per il disarmo poste da Hamas e dagli altri gruppi palestinesi; ma il  piano, di conseguenza, è stato respinto da Tel Aviv. La settimana prossima sono attesi in Israele Jared Kushner, il presidente del Consiglio di pace Mladenov, e Tony Blair, che presumibilmente faranno pressioni per avanzare il piano approvato da Trump. (Haaretz)

Insomma: nei prossimi giorni si farà più chiaro come il governo Netanyahu VI si affaccerà alle elezioni: se si continuerà la trattativa e la riduzione delle uccisioni in Libano; se si accetteranno le richieste più importanti dei gruppi palestinesi, a partire dalla ritirata dai territori attualmente occupati della Striscia. La campagna elettorale, iniziata da mesi, si intensificherà nelle prossime settimane, fino al voto, il 27 ottobre. Il risultato politico dell’aggressione di Gaza e del genocidio a pieno regime che ne ha fatto seguito è che, in vista delle elezioni, molto poco spazio è dato, nel dibattito politico, sull’arrivare a una soluzione della questione palestinese. Lo scenario di consentire la formazione e il riconoscimento di uno stato palestinese è stato completamente spinto fuori dal dibattito politico, e non si parla nemmeno delle decine di migliaia di persone uccise negli scorsi anni. Il dibattito politico è quasi esclusivamente concentrato su questioni interne, come la riforma della giustizia, e l’obiettivo di molti elettori dell’opposizione è semplicemente quello di sbarazzarsi di Netanyahu. Il diritto di voto dei cittadini palestinesi di Israele è fondamentalmente silenziato: i principali partiti israeliani hanno escluso a prescindere coalizioni con i partiti arabi, effettivamente negando all’elettorato palestinese qualsiasi possibilità di dar voce alle loro necessità. (Al Jazeera)