L’editto Meloni
La Rai ha confermato la rimozione di Ranucci, ma la redazione di Report è pronta alla lotta. Tra le altre notizie: l’accordo petrolifero tra Stati Uniti e Venezuela, il governo studia un “bonus benzina,” e i cani robot dell’ICE
Alla fine la destra ha ottenuto la testa di Ranucci: la Rai ha confermato la rimozione del giornalista vittima di attentato dalla conduzione di Report, la trasmissione che conduceva da 9 anni dopo aver raccolto il testimone da Milena Gabanelli. La scusa resta la stessa: il rapporto tra il giornalista e il mandante dell’attentato, Valter Lavitola, che ora sostiene di averlo fatto per lanciare il conduttore in politica. Al suo posto la Rai ha individuato due eredi: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi giornalisti d’inchiesta. La Rai dice esplicitamente che vuole una rottura da quello che faceva Report: nella nota aziendale si parla di una “nuova fase,” in cui si promette “professionalità” ed “esperienza maturata sul campo.” Presutti a Report lavora da tempo, è inviata dal 2018, e ha firmato diversi servizi per la trasmissione. Potreste ricordare Piervincenzi per il servizio durante il quale fu colpito da Roberto Spada, a cui stava chiedendo dei propri legami con CasaPound — Spada fu poi condannato a 6 anni con l’aggravante mafiosa. (ANSA / la Stampa)
La risposta della redazione è stata durissima: gli inviati hanno firmato una nota che definisce la scelta “completamente irricevibile”: “Inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report.” I giornalisti si sono detti pronti ad abbandonare il programma in blocco nel caso la Rai non decida di tornare sui propri passi. Poco dopo è arrivato anche la conferma del no anche da parte di Bernardo Iovene e Giulio Valesini, indicati da Rai come prossimi capi autori, che hanno rifiutato l’incarico. Nei giorni scorsi gli inviati avevano firmato una lettera in cui si chiedeva che un successore a Ranucci fosse selezionato all’interno della redazione — un documento che all’epoca era stato letto come un atto di sfiducia verso Ranucci, ma che invece i firmatari avevano smentito, dicendo che stavano cercando di “difendere Report.” (il Fatto Quotidiano)
Ranucci ha rigettato le tre offerte di ricollocazione proposte da Rai — vicedirezione ad personam al Tg3 o a Rainews, oppure una sede di corrispondenza estera. “Ringrazio il Tg3 e Rainews per l'asilo politico, ma non capisco perché se non sono adatto per Report dovrei essere adatto per loro.” “La terza alternativa era la sede del Cairo: non sanno evidentemente che vivo sotto scorta anche da prima dell'attentato, e al Cairo sarei senza. Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni. Poi Il Cairo ultimamente è stato usato un po' come la Siberia, ci mandano i deportati.” Il giornalista ha raccontato di aver saputo della propria rimozione dall’ANSA: “Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report.” “Credo che questo sia un progetto per chiudere Report e ci sono riusciti perfettamente, indipendentemente dalle mie responsabilità.” (ANSA)
La destra festeggia il confermato pieno controllo politico sul servizio pubblico. Salvini ha detto che l’esito è “giusto,” e Fratelli d’Italia “auspica che la trasmissione torni a fare il suo vero mestiere, il giornalismo d’inchiesta” — possibilmente senza dare fastidio alle forze di governo, a quanto pare. “Queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire ‘Editto Meloni,’” commenta la senatrice Barbara Floridia (M5S), ex presidente della Vigilanza Rai. “Quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha portato a termine un’operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie.” Anche Schlein commenta secca: “ destra ha ottenuto il suo obiettivo dopo anni di attacchi a Report e al suo conduttore. Telemeloni non ha nemmeno aspettato che i magistrati facciano luce sulla vicenda. Ciò dimostra che l’obiettivo era far saltare Report.” (il manifesto / LaPresse)