Elly Schlein guarda alla presidenza del Consiglio

Alla chiusura della Festa dell’Unità nazionale Schlein ha confermato la sfida a Meloni. Tra le altre notizie: le elezioni in Svezia vanno all’ultimo voto, lo sciopero dei lavoratori dell’indotto ex Ilva, e le auto Waymo che ti fanno arrestare (se sei armato)

Elly Schlein guarda alla presidenza del Consiglio
foto via Instagram, Partito democratico

Elly Schlein ha tenuto un discorso significativo alla conclusione della Festa dell’Unità nazionale, al Campovolo di Reggio Emilia — l’evento, orchestrato dal suo collaboratore Igor Taruffi, è stato pensato per avere come pubblico militanti dalle varie zone del paese: diecimila secondo gli organizzatori. Schlein ha detto in sostanza che intende candidarsi ad eventuali primarie, subordinandole però alla stesura di un programma comune con gli altri partiti dell’alleanza progressista. La segretaria del Pd si è tolta qualche sassolino dalla scarpa: “Dicevano che sarei durata sei mesi e invece sono la prima segretaria del Pd a finire il mandato, dicevano che il Pd si sarebbe scisso e invece siamo più forti di prima e siamo cresciuti più di ogni altro partito della famiglia socialista europea,” continuando dicendo che “In questo paese c’è chi non vuole un’alleanza progressista al governo, e non vuole una persona di sinistra a Palazzo Chigi. Io posso solo offrire le mie aggravanti personali, essendo donna, avendo 40 anni, essendo libera e non conforme proprio a tutti gli standard.” La candidatura è arrivata, come riporta il manifesto, “dopo oltre un’ora di discorso in cui ha toccato millimetricamente tutti i punti del programma che verrà, dalla sanità agli asili nido, la casa, l’energia, i contratti di lavoro.” Primarie che, in sostanza, sembrano ormai inevitabili. (YouTube / il manifesto)

Certo, ci sono delle assenze: dal palco Schlein non ha mai pronunciato la parola “patrimoniale,” che probabilmente non ci sarà nel programma del centrosinistra. Parallelamente all’evento di Schlein, in mattinata, anche Giuseppe Conte ha tenuto un discorso da campagna elettorale alla festa del Fatto quotidiano, in cui ha dichiarato che “In tutti i Paesi in cui è stata introdotta l’hanno poi superata, o perché hanno visto che non drenava risorse nuove o perché ha creato un tale contenzioso che è stata abbandonata. È difficile quotare i patrimoni e la ricchezza. Stiamo lavorando a una proposta di legge calibrata contro la speculazione finanziaria, parassitaria.” Conte ha anche attaccato Schlein per la sua ostinazione a includere Renzi nel perimetro dell’alleanza e ha messo nero su bianco che “dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kiev per una escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno.” Schlein non ha replicato direttamente a Conte, ma ha detto che i diritti sociali e quelli civili “devono camminare insieme,” un evidente riferimento al tentativo del M5S di smarcarsi dalla fantomatica “cultura woke,” evidenziato con la polemica a questo proposito del mese scorso. (il Fatto quotidiano, dietro paywall)

La partita si gioca anche su scala locale. La segretaria aveva imposto di attendere la fine della Festa dell’Unità per capire cosa fare a Milano, ad esempio. Il già citato Taruffi, questa settimana, dovrebbe salire in città per cercare di mettere ordine nel rebus della candidatura a sindaco del centrosinistra. Tra i papabili ci sono Pierfrancesco Majorino, Mario Calabresi, Anna Scavuzzo, Lorenzo Pacini, Tommaso Goisis, Carlotta Cossutta. L’area di sinistra della coalizione, in particolare, appare particolarmente affollata, e se si dovessero tenere delle primarie il voto potrebbe andare disperso. (la Repubblica, dietro paywall)