Secondo von der Leyen è l’Europa contro il mondo
Nel discorso sullo stato dell’UE von der Leyen ha descritto un contesto internazionale in cui, secondo lei, l’Europa è isolata. Tra le altre notizie: il crollo di un edificio bombardato a Gaza, l’approvazione della legge elettorale al Senato, e nessuno vuole suonare con Ed Sheeran
“Era il migliore dei tempi; era il peggiore dei tempi.” Ursula von der Leyen ha aperto il proprio discorso sullo stato dell’Unione europea citando l’incipit delle Due città di Dickens. La presidente della Commissione europea ha usato la citazione per descrivere come l’Unione sia costretta a cercare una propria strada in un “mondo apertamente ostile,” tra vecchie relazioni ormai completamente logorate e guerre, competizione industriale e accelerazione tecnologica che minacciano la stabilità dei paesi membri. Von der Leyen ha citato l’ingerenza di elementi russi e dei movimenti ultranazionalisti e antieuropei, che “disprezzano i nostri valori e vogliono distruggere l’unità europea.” La presidente della Commissione europea ha espresso la necessità di “elettrificare l’Europa,” ammettendo che il blocco sta pagando in modo particolarmente pesante la chiusura dello stretto di Hormuz dopo aver “ridotto” la propria dipendenza dai combustibili fossili russi — von der Leyen vuole essere “tecnologicamente neutra,” e ha parlato di rinnovabili, nucleari e biometano: basta che si riducano le importazioni. Anche il discorso di von der Leyen, però, è di natura sovranista — la presidente ha lamentato che il disavanzo commerciale con Pechino ha raggiunto un miliardo di euro al giorno: “Alcuni dicono che il secondo shock cinese si avvicina, ma è già qui,” ha dichiarato von der Leyen, promettendo di usare “tutti gli strumenti disponibili” per riequilibrare il rapporto con Pechino — la presidente della Commissione europea ha parlato del problema della deindustrializzazione, ma finora le misure contro l’avanzata dell’import cinese sono state solo a spese dei consumatori europei. Sul fronte dell’IA, von der Leyen ha promesso che Bruxelles lavorerà con le aziende che producono modelli di frontiera, insieme a Canada e Regno Unito, per valutazioni sui modelli, per attivare meccanismi di sicurezza e allerta precoce. Sintetizzando la propria posizione, von der Leyen ha commentato: “Voglio che il mio medico abbia accesso immediato con l’IA a tutti i dati necessari per scegliere la diagnosi e il trattamento migliori? Certamente. Voglio che il mio medico sia un robot? No.” (Commissione europea)
Una dimostrazione plastica di come stiano cambiando le “vecchie relazioni” dell’Unione europea nel contesto della deriva sempre più a destra degli Stati Uniti: von der Leyen ha proposto di aprire al Canada la porta per diventare il primo “membro associato” dell’Unione europea — uno status che non esiste nei trattati comunitari, e che segnerebbe una svolta per l’UE, storicamente avversa a categorie flessibili di adesione. A maggio gli stati membri avevano accolto con freddezza l’idea — tedesca — di offrire una soluzione analoga all’Ucraina, come passaggio intermedio verso l’ingresso pieno. Il Primo ministro canadese Carney, ospite a Strasburgo, ha detto di voler costruire una “alleanza unica” con l’UE. “Vediamo il mondo con gli stessi occhi: dall’IA al cambiamento climatico, dall’Artico alla geopolitica,” ha detto la presidente della Commissione. “Ma soprattutto, l’Europa e il Canada credono nella democrazia.” La proposta arriva dopo il tracollo dei rapporti tra Ottawa e Washington, con il fallimento dei negoziati commerciali e una nuova serie di dazi e contro-dazi. Von der Leyen ha precisato che si tratta di “una partnership non contro qualcun altro” — una precisazione che ovviamente rivolta a Trump. (Reuters)
Il discorso di von der Leyen arriva a ridosso di un acceso dibattito al Parlamento europeo sulla crisi di Ceuta, degenerato in uno scontro che ha spaccato la maggioranza della presidente della Commissione europea. “Il PPE sfrutta Ceuta da più di un mese al solo scopo di attaccare il governo spagnolo,” ha dichiarato la leader socialista Iratxe García Pérez. Dall’altra parte, la capogruppo popolare spagnola Dolors Montserrat ha accusato il primo ministro Pedro Sánchez di aver ignorato le informazioni delle forze dell’ordine: il PPE ha descritto la crisi come una “invasione” del territorio europeo. Nello scontro è entrata anche l’Italia, che martedì ha prorogato di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna — controlli per i quali non c’è nessuna motivazione pratica se non l’aggressione politica di uno stato europeo con un governo visto come avversario. “Meloni ha chiesto solidarietà per Lampedusa e la nega a Ceuta,” ha detto l’eurodeputato socialista Sandro Ruotolo, accusando il governo italiano di applicare un doppio standard. Isabel Serra di Podemos ha accusato i nazionalisti di aver trasformato Ceuta in un “laboratorio dell’odio,” mentre Susanna Ceccardi della Lega ha nuovamente parlato di “invasione” dell’Europa, ricevendo dalla liberale svedese Abir Al-Sahlani una domanda secca: “Ma tu sai dov’è Ceuta?” (Euronews / SKY TG24)