Il piano istantaneo per riaprire lo stretto di Hormuz
L’Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano per riaprire Hormuz in 7 giorni. Tra le altre notizie: l’UE ha approvato l’invio di 6,6 miliardi di aiuti militari all’Ucraina, il piccolo sconto sui carburanti dell’Eni, gli agenti IA di OpenAI hanno attaccato anche siti del governo statunitense
L’Iran ha presentato agli Stati Uniti un’offerta politicamente allettante: un piano per riaprire lo stretto di Hormuz entro 7 giorni. In cambio, Teheran chiede la fine del blocco navale statunitense, lo sblocco di una prima tranche di fondi congelati, la revoca delle sanzioni sul petrolio, e una tregua su tutti i fronti del conflitto nella regione. “La scelta ora spetta agli Stati Uniti,” ha dichiarato secco il ministro degli Esteri Araghchi. Le richieste dovrebbero esservi familiari: sono le stesse che l’Iran avanza da mesi, ed erano gli elementi fondamentali anche dell’intesa di giugno. La novità è una drastica accelerazione sui tempi, chiaramente congegnata come proposta per la campagna elettorale statunitense: nei primi 4–5 giorni Washington dovrebbe allentare l’embargo e consentire le esportazioni petrolifere iraniane; il sesto giorno Hormuz verrebbe riaperto lungo una nuova rotta concordata da Iran e Oman; il giorno successivo ripartirebbero i colloqui sul nucleare, compreso il possibile ritorno degli ispettori ONU nelle strutture iraniane — anche quelle danneggiate e di stoccaggio. Secondo fonti diplomatiche citate dal Guardian, Teheran ha già cercato l’approvazione dello schema da parte di Cina e Oman, ma dubita che Witkoff possa garantire che gli impegni statunitensi vengano rispettati. (the New Arab / the Guardian)
Mentre scriviamo l’amministrazione Trump II non si è espressa pubblicamente in merito, e i retroscena riportano ricostruzioni molto diverse tra loro. Un funzionario statunitense ha parlato a Reuters di discussioni “positive e costruttive” attraverso i mediatori; mentre alcuni funzionari che hanno parlato con il Wall Street Journal sostengono che Trump avrebbe respinto la proposta di tregua, e detto ai propri collaboratori che probabilmente ci sarà una nuova campagna di bombardamenti dopo le elezioni di metà mandato, a novembre. Secondo il quotidiano di New York, Washington non intende in ogni caso sciogliere il blocco navale, perché ritiene che l’unica speranza per portare Teheran su posizioni non massimaliste sia la pressione economica. (Reuters / the Wall Street Journal)
Una delle variabili più importanti è la Cina: secondo un retroscena di Axios durante il vertice con Xi, Trump avrebbe chiesto a Pechino di interrompere ogni sostegno economico, d’intelligence, e militare all’Iran, e l’ambasciatore statunitense in Cina, David Perdue, sostiene di aver visto segnali di ascolto da parte delle autorità cinesi. I media di stato cinesi riportano che Xi abbia chiesto a Trump di ridurre l’escalation e ritornare all’intesa di giugno. (Axios)
Intanto, l’effettivo coinvolgimento dell’Italia nel conflitto allargato resta poco chiaro: secondo una ricostruzione di Fanpage, il contingente schierato in Arabia Saudita — 560 militari tra Task Force Air e Task Force Land, con compiti di difesa aerea, antimissile, contrasto ai droni e sorveglianza a supporto di Arabia Saudita e altri alleati della regione — non è parte di una nuova missione esplicitamente votata dal Parlamento, ma dal “riposizionamento” dell’operazione Prima Parthica, la partecipazione italiana alla coalizione anti-Isis avviata nel 2014. Dopo l’aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran, il 5 marzo, Crosetto annunciò lo spostamento di 239 militari dal Kuwait all’Arabia Saudita; e Camera e Senato approvarono formule generiche sul rafforzamento delle difese dei paesi partner della regione, senza indicare apertamente la creazione delle due task force né precisarne consistenza e regole d’ingaggio. Il ministro sostiene che le informazioni erano tutte negli atti parlamentari; ma Fanpage sottolinea che i riferimenti all’Arabia Saudita erano vaghi, e dispersi in centinaia di pagine — tant’è che prima dell’incidente dei giorni scorsi non se ne parlava affatto. (Fanpage)