Colpevole fino a prova contraria

Le forze di governo hanno attaccato la gip che ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher. Tra le altre notizie: la componente araba della Knesset sarà impossibile da ignorare, Salvini precetta lo sciopero di domani, e Google torna in corsa con le IA di frontiera

Colpevole fino a prova contraria
foto CC-BY-NC-SA 3.0 IT Governo italiano

È stata disposta la scarcerazione di Youssef Siher, che era stato fermato e incarcerato con l’accusa, sostanzialmente, di aver creato un gruppo Telegram. La gip di Milano ha detto che non ci sono elementi concreti che giustifichino una misura cautelare, o indizi sulla colpevolezza di Siher, e nemmeno un concreto rischio di fuga: “Dai contenuti pubblicati da Siher all’interno del gruppo Telegram ‘movimento 17 ottobre’ emergono le modalità di protesta avverso le attuali politiche governative indicate dal medesimo agli utenti, le quali, oltre ad evocare azioni di ‘disobbedienza civile,’ non si traducono nell’adozione di comportamenti violenti o più in generale criminosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone.” La decisione ha provocato la reazione incontrollata di Giorgia Meloni, evidentemente decisa a usare Siher come capro espiatorio di più o meno tutto: in un video persino più sguaiato e grave del solito ha definito la decisione “vergognosa” e “mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali.” Salvini ha detto che la decisione è “vergognosa, incomprensibile, assurda.” Quanto sono vergognosi invece i membri del governo? Così: come fa notare il Fatto Quotidiano “⁠la pagina ‘Movimento 17 ottobre’ è stata creata alle 19:59 del 18 ottobre, cioè quando gli incidenti del weekend a Milano si erano già verificati e sostanzialmente erano terminati.” Si prenda nota, comunque, che nessun politico di spicco dell’opposizione si è azzardato a prendere le difese di Saher nonostante il caso contro di lui fosse chiaramente fragile: l’unica politica di rilievo nazionale a comunicargli la sua solidarietà è stata Ilaria Salis. (il Post / il Fatto Quotidiano, dietro paywall / Monza Today)

Il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia e la presidente della sezione GIP–GUP Vincenza Maccora hanno diffuso una nota in cui definiscono le dichiarazioni degli esponenti del governo come “irricevibili,” e frutto di una “scarsa conoscenza — reale o mascherata — degli istituti giuridici di uno Stato di diritto.” Roia e Maccora rispondono secchi a Meloni: “La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione.” Meloni, in conferenza stampa, ha archiviato qualsiasi preoccupazione di merito: “Non vedo quello che ho detto come un attacco, lo vedo come una difesa del lavoro di tutti i servitori dello Stato che hanno operato con enorme dedizione per evitare che si ripetesse quanto visto il 17 ottobre. Mi dispiace che quel lavoro venga vanificato, quindi non credo che dirlo sia scomposto.” (Fanpage)

Nel frattempo la macchina del fango si è messa in moto contro la gip stessa, Tiziana Landoni: la deputata di Fratelli d’Italia Sara Kelany l’ha definita “una gip schierata” politicamente e Salvini l’ha rilanciata chiedendosi se “una giudice ProPal” “possa essere considerata super partes.” La colpa della giudice? Aver firmato, a settembre 2025, insieme a 3.135 tra magistrati, avvocati e docenti, un appello di “giuristi per Gaza” — che conteneva proposte estremiste tipo leggere in aula il preambolo dello Statuto della Corte penale internazionale. Le accuse di politicizzazione sono ai limiti del tragicomico: tra i firmatari di quell’appello c'è anche Francesca Crupi, cioè la pm che aveva chiesto il carcere per Siher. Come nota Giulia Merlo su Domani, nemmeno un anno fa le componenti del governo facevano campagna elettorale, per il referendum, per la separazione delle carriere gridando che solo così i giudici sarebbero stati davvero indipendenti dai pm. (la Repubblica / Domani)