Lulapalooza

Per la prima volta nella storia del Brasile, riesce la virada: Lula ha vinto il secondo turno. Tra le altre notizie: la vittoria del movimento studentesco in Serbia, le accuse contro Youssef Siher, e l’Odissea secondo Elon Musk

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foto CC BY SA 4.0 Lula Oficial

Dalla democratizzazione degli anni Ottanta non era mai successo: a Lula è riuscita la virada, e ha ribaltato l’esito del primo turno al ballottaggio, sconfiggendo Flávio Bolsonaro con il 51,79% delle preferenze — con un vantaggio di 4,4 milioni di voti. Silva è riuscito così a garantirsi un quarto mandato, nonostante l’età: domani compie 81 anni. È anche il primo presidente brasiliano a vincere per 4 volte il voto popolare. Al primo turno, lo scorso 4 ottobre, il figlio maggiore di Jair Bolsonaro era arrivato primo, con il 47,03%, e ancora i sondaggi lo davano davanti anche al secondo turno, con il 51%. In 3 settimane di campagna elettorale frenetica, Lula ha aggiunto 10,36 milioni di voti al proprio risultato precedente. La composizione del risultato è piuttosto netta. È stato ribaltato l’esito di Minas Gerais, dove Lula era sotto di più di mezzo milione di voti, e dove al secondo turno ha vinto con più di 100 mila voti. San Paolo è rimasta bolsonarista, ma Lula ha comunque recuperato altri 2,6 milioni di voti (!), e c’è stata una grande mobilitazione del Nord est. In totale, è stato ribaltato l’esito del primo turno in 211 comuni — a Apiacá, un piccolo comune dell’Espirito Santo, Lula ha vinto… per un singolo voto. (the Guardian / BBC News Brasil)

Il risultato è frutto di una mobilitazione di cui è difficile trovare precedenti: in risposta all’astensione altissima del primo turno — al 21,08%, in un paese dove votare è obbligatorio — ci si è organizzati per spiegare l’importanza e urgenza di votare. In strada, grazie alle piazze a Copacabana e su Avenida Paulista, a San Paolo, ma anche online, grazie al gruppo WhatsApp “Esercito di Lula,” creato dal deputato André Janones, che con 10 milioni di iscritti ha rovesciato il rapporto di forza sui social. Nel corso della giornata sembrava che qualsiasi mobilitazione non potesse superare gli ostacoli: i mezzi pubblici sono stati drasticamente ridotti a San Paolo e Salvador, con anche riduzioni del servizio di più di un terzo, in particolare nelle periferie dove Lula è più forte. Alla fine della giornata, Bolsonaro ha deciso di non riconoscere il risultato elettorale, e anzi chiederne l’annullamento.  (Agencia Brasil / Brasil247 / BBC News Brasil)

La tesi della maggior parte degli analisti è che ha vinto il rifiuto di Bolsonaro: la svolta della campagna petista è stata smettere di celebrare i governi del passato, ricordando invece il disastro dell’esplosione del Covid, con 700 mila morti.  Josué Medeiros su CartaCapital riassume in modo efficace: “Il primo turno era su Lula, per questo ha vinto il Partito liberale; il secondo era su Bolsonaro, per questo ha vinto Lula.” “L’antibolsonarismo oggi è più grande dell’antipetismo.” Il Congresso, votato al primo turno, sarà più a destra che mai: il PL del clan Bolsonaro parte con 121 deputati e 21 senatori, Michelle Bolsonaro è la senatrice più votata del Distrito Federal, altri due figli entrano in Parlamento, e all’orizzonte ci sono 4 nomine alla Corte suprema. Il paese resta spaccato a metà: su Brasil 247 Adriana Dias, la ricercatrice che ha mappato le 530 cellule neonaziste cresciute sotto la normalizzazione dell’estremismo, commenta secca: “Non abbiamo avuto abbastanza vergogna della nostra storia, come la Germania ha della sua.” (Brasil de Fato / CartaCapital / Brasil 247)

A San Paolo, Lula ha promesso la svolta: “Cambieremo il modo di governare questo paese. Faremo partecipare di più il popolo alle nostre decisioni.” Nel discorso, tra le promesse, spicca un’inedita agenda tech: data center attirati con le rinnovabili — “ma dovranno lasciare una parte per le informazioni brasiliane” — e “un’intelligenza artificiale brasiliana” — per non dipendere da quella cinese o statunitense. Dall’estero, i sostenitori di Lula hanno festeggiato: Petro ha twittato “il fascismo è stato fermato in America Latina,” Sheinbaum “viva la democrazia,” Mamdani “il popolo unito non sarà mai sconfitto.” (Agencia Brasil / Brasil de Fato)