Macron vieta le proteste contro Macron
Questo sabato dovrebbero poter manifestare solo i sindacati, e solo in strade lontane da negozi ed edifici pubblici. Tra le altre notizie: la mobilitazione per il diritto all’aborto in Polonia, l’Italia è il primo importatore di detriti ferrosi da Israele, e le aziende tech vogliono il vostro sangue
Chi ha legittimità di protestare? Chi lo decide? In Francia la repressione del dissenso ha fatto un passo avanti drastico: sabato potranno scendere in strada solo i sindacati, solo su percorsi stabiliti dai prefetti “per proteggere i negozi e gli edifici pubblici.” Per tutti gli altri — studenti, collettivi, gilet gialli — l’indicazione dell’Eliseo è di vietare “ovunque si possa.” Macron è arrivato a sostenere che le proteste delle del 17 ottobre fossero “atti politici e perfino sediziosi,” condotti da “gruppi organizzati di ultrasinistra,” “che vogliono far cadere la repubblica.” L’obiettivo è garantire che non si ripetano le grandi manifestazioni di sabato scorso, quando hanno manifestato più di 800 mila persone, in quello che viene descritto come il più grande movimento giovanile degli ultimi anni. (RFI / l’Humanité)
Da Marsiglia a Lione, da Montpellier a Nizza sono vietate tutte le manifestazioni. A Parigi, il Louvre, il Musée d'Orsay, il museo Picasso e il Grand Palais sabato resteranno chiusi, e il coprifuoco notturno in alcuni quartieri è stato rinnovato fino a lunedì. Il corteo sindacale della CGT da Bastille a Nation è autorizzato, quello di gilet gialli e studenti da Bastille all'Opéra no: “Ci hanno detto che non è accettabile passare troppo vicino ai luoghi del potere e ai grandi magazzini,” spiega un rappresentante dei gilet gialli. (Franceinfo)
Secondo numerosi giuristi il presidente non può decidere lui quali sono le manifestazioni “legittime.” “Esce completamente dal suo ruolo costituzionale: non è né ministro dell’Interno né prefetto,” sottolinea Paul Cassia, professore di diritto alla Sorbona. Manifestare è un diritto fondamentale — ribadito dal Consiglio costituzionale ancora nel 2019: le manifestazioni si dichiarano alle autorità, non si chiede il permesso. Vietare è un’extrema ratio che dovrebbe essere applicata solo caso per caso, solo dai prefetti. Per Serge Slama, professore di diritto pubblico all’università di Grenoble, Macron “ha appena seppellito la libertà di manifestare,” rovesciando il principio per cui la libertà è la regola e il divieto l’eccezione. Anche le voci più moderate fanno notare che nessuna legge distingue le manifestazioni per organizzatore. Macron rischia di trovarsi in una situazione umiliante: l’Associazione in difesa delle libertà costituzionali e il sindacato della magistratura hanno già depositato un ricorso d’urgenza al Consiglio di Stato, parlando di abuso di potere: il diritto di manifestare, scrivono, “appartiene a tutti.” Il Consiglio ha 48 ore per decidere. (Franceinfo / Public Sénat)