Lo stretto di Schrödinger

Lo stretto di Hormuz è aperto, teoricamente, ma l’accordo tra Washington e Teheran ancora non c’è. Tra le altre notizie: le IDF hanno ucciso due autisti dell’UNICEF a Gaza, l’opposizione trasversale all’evento della Lega a Milano, e anche i giapponesi odiano le blind box

Lo stretto di Schrödinger
via X, @OSINTtechnical

Lo stretto di Hormuz è aperto o no? Bella domanda: sorprendendo i mercati — oggi il costo del petrolio sta scendendo rapidamente — Trump ha annunciato su Truth Social che lo stretto era “completamente aperto e pronto a far business.” Gli ha fatto seguito il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, che ha confermato che, essendo stato raggiunto il cessate il fuoco in Libano, più o meno, “il passaggio di tutte le imbarcazioni commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo rimanente del cessate il fuoco.” La riapertura dello stretto era teoricamente inclusa nell’accordo di cessate il fuoco iniziale, ma lo stretto era rimasto chiuso in solidarietà con il Libano, ancora sotto pesantissimi attacchi da parte delle IDF. Nelle ore successive, Trump si è detto molto ottimista, dicendo che si aspettava un accordo di pace con l’Iran entro “un giorno o due.” (Trading Economics / Truth Social / X / Axios)

La tenuta del cessate il fuoco nelle prossime ore sarà un momento della verità nei rapporti tra Stati Uniti e Israele: Trump chiaramente vuole arrivare a una conclusione del conflitto il più in fretta possibile, a patto di potersi dire in modo credibile vincitore. Il governo Netanyahu VI invece ha chiaramente interesse nel non solo trascinare la guerra ma portarla alle sue conseguenze più estreme. Sempre su Truth Social, Trump ha messo le mani avanti, scrivendo espressamente che “Israele non bombarderà più il Libano. Gli è PROIBITO dagli Stati Uniti d’America. Quel che è troppo è troppo!!!” Il post ha ovviamente agitato la politica israeliana: Trump in questi mesi è stato il miglior alleato immaginabile per Israele — nessun altro presidente statunitense si era mai fatto trascinare in un conflitto con l’Iran — ma questa volta, così come con il cessate il fuoco a Gaza, Trump ha utilizzato un linguaggio e una forza che sono impensabili da qualsiasi suo predecessore. Non è nemmeno una cosa estemporanea, dopo l’annuncio, parlando con Axios, Trump ha usato di nuovo un linguaggio simile, dicendo che “non avrebbe permesso” che i bombardamenti israeliani in Libano continuassero. (Truth Social / Reuters / Axios)

Nonostante tutto però, molte delle navi che si erano dirette verso lo stretto in seguito all’annuncio di Trump ora hanno di nuovo tornando indietro. Le autorità iraniane sono state chiaramente sorprese da alcune delle affermazioni del presidente statunitense, in particolare sull’abbandono delle riserve di uranio arricchito e sulla permanenza del blocco navale statunitense, che secondo Trump deve continuare finché l’accordo non verrà siglato. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche, infatti, il presidente per ora non si è impegnato ad estendere il cessate il fuoco: secondo una fonte di CNN Washington e Teheran si ritroveranno per parlare lunedì, di nuovo nelle condizioni di dover trattare con il rischio di bombardamenti nel giro di poche ore. In queste ore dovrebbe essere arrivato a Washington il ​​maresciallo di campo pakistano Asim Munir, diventato inaspettatamente una delle persone più importanti della trattativa, che riferirà ai funzionari statunitensi le ultime indicazioni ricevute a Teheran, dove è stato giovedì. (X / Al Jazzera / CNN / the Guardian)