Cessiamo il fuoco?
Israele e Libano hanno annunciato un nuovo cessate il fuoco, ma non secondo le IDF. Tra le altre notizie: la Camera dei rappresentanti cerca di fermare la guerra in Iran, Pina Picierno ha lasciato il Pd, e come si addestrano i robot in Cina
Israele e Libano hanno annunciato un nuovo cessate il fuoco, ma la lista di condizioni è lunga e complessa, e tutto dipenderà, ovviamente, dalla volontà dei vertici politici e militari di Tel Aviv di rispettare gli impegni presi. L’accordo prevede il ritiro di Hezbollah dalla zona a sud del fiume Litani e la creazione di “zone pilota” nel Libano meridionale, dove le forze armate libanesi dovrebbero assumere contro esclusivo, garantendo l’assenza di miliziani di Hezbollah. In cambio, l’esercito israeliano si ritirerà dalla zona. I funzionari di Israele e Libano hanno dichiarato di “non avere intenzioni ostili” — dall’inizio della guerra le IDF hanno ucciso più di 3.400 persone. L’accordo arriva sull’onda della famigerata telefonata in cui Trump ha dato del pazzo a Netanyahu, con cui Washington sarebbe riuscita a fermare l’attacco frontale di Beirut. (Axios)
Se le speranze che un accordo del genere potesse tenere erano poche, sono immediatamente scese quando il capo di stato maggiore generale israeliano Eyal Zamir ha dichiarato che “non c’è nessun cessate il fuoco per le nostre forze,” aggiungendo: “Stiamo lavorando per massimizzare la libertà d'azione che ci è stata concessa e coglieremo ogni occasione per rimuovere le minacce,” una formula per dire che le uccisioni continueranno senza apparente sosta. Zamir ha anche annunciato che le IDF sono pronte “a tornare immediatamente a combattere contro il regime del terrore iraniano.” (the Times of Israel)
D’altro canto, minimizzando lo scambio di fuoco dei giorni scorsi con l’Iran, Trump ha detto alla stampa che “in quella parte del mondo,” (sic) “cessate il fuoco è quando si spara in modo più moderato.” (X)
Reporter: How do you define ceasefire?
— Open Source Intel (@Osint613) June 3, 2026
Trump: In that part of the world, ceasefire is when you're shooting in a more moderate manner pic.twitter.com/wXdr2EraDC
Un altro cessate il fuoco che è rimasto in larga parte nominale è quello di Gaza, senza passi avanti nella trattativa per una normalizzazione con i territori palestinesi e con solo un rallentamento nel ritmo della strage. Giovedì i militari israeliani hanno ucciso almeno 9 persone in attacchi aerei sulla Striscia di Gaza che hanno colpito, separatamente, 4 appartamenti alle prime luci dell’alba. Altre 15 persone sono rimaste ferite negli attacchi. Mentre scriviamo le IDF non hanno ancora giustificato gli attacchi, anche se cambierebbe poco: i militari israeliani raramente giustificano i propri attacchi fornendo prove materiali della necessità delle continue uccisioni. Israele sostiene che questi attacchi mirino a sventare offensive imminenti e per consentire l’ingresso degli aiuti, ma i dati raccontano un’altra storia. Dall’inizio della tregua sono state uccise circa 930 persone. A testimoniare la precarietà della vita quotidiana sotto assedio, intanto, la polizia per la protezione dei consumatori di Khan Yunis, nel sud di Gaza, ha distrutto 750 chili di alimenti avariati — cibo scaduto, surgelati e carne — sequestrati durante le ispezioni nei mercati locali nei giorni dell’Eid al-Adha, a fine maggio. (Reuters / Palestine Information Center)