Omicidio di stato e vendette private
La polizia di Bologna ha ucciso un uomo per motivi ancora poco chiari, mentre la Lega sogna di estendere ancora la legittima difesa. Tra le altre notizie: l’FBI non potrà piú indagare sull’ICE, lo sciopero di EasyJet, e la storia di Wang Jibing, il poeta fattorino premiato dalla critica
A Bologna, nel quartiere popolare del Pilastro, un uomo è morto mentre era sottoposto ad un’azione di fermo da parte delle forze dell’ordine. Abderrahim Fakir era un quarantreenne di origine marocchina ed è deceduto dopo essere stato schiacciato a terra prono da tre poliziotti, forse causandone il soffocamento, “in una scena che non può non richiamare la tragica uccisione di George Floyd, a Minneapolis nel 2020,” secondo Rai News. Come spesso è successo per casi come questo, Fakir stava “dando in escandescenze,” non è chiaro per quali motivi, quando la polizia è intervenuta su segnalazione di alcuni residenti. Le polemiche sulla sua morte sono iniziate subito, grazie alla diffusione di un video terribile, in cui lo si vede gridare e chiedere aiuto, che suo cognato descrive così: “Lo hanno ammanettato, gli hanno messo due gambe sul collo finché non respirava più. Lui stava urlando chiedendo aiuto. Due poliziotti contro una persona già a terra con le manette. Lo hanno fermato, ammanettato e messo giù con violenza, con una gamba sul collo. Una cosa che vediamo solo nei film americani o su TikTok.” (Bologna Today)
Le opposizioni hanno chiesto chiarezza sui fatti, con diverse sfumature: la senatrice Pd Sandra Zampa ha detto che “Non solo la famiglia e la comunità marocchina hanno diritto a sapere, ma l'intera città di Bologna lo chiede. La sicurezza non può mai prescindere dal rispetto della dignità umana e della vita. Chiediamo che il ministro Piantedosi riferisca in Aula per chiarire la dinamica di questi drammatici minuti.” Ilaria Salis, di Avs, ha dichiarato senza mezzi termini che “La loro 'sicurezza' è questo schifo qui. Che orrore, che rabbia!” commentando il video dell’uccisione. La senatrice di Avs Ilaria Cucchi ha detto di stare preparando un’interrogazione parlamentare. Le destre invece si sono schierate come al solito con la repressione, pur mostrando, in alcuni casi, di non poter negare la gravità di quanto accaduto: la Lega ha rilasciato una nota dichiarando che “La morte di una persona è sempre un evento tragico, proprio per questo è doveroso accertare con rigore quanto accaduto, anche attraverso le Bodycam messe a disposizione dagli agenti, senza condanne pregiudiziali. Giù le mani dalla Polizia,” mentre il meloniano emiliano Galeazzo Bignami ha detto che l’intervento sarebbe stato condotto “con professionalità e modalità consone all’esigenza del momento.” (Rai News)
È chiaro che, visto il clima mediatico di questi giorni, questi fatti risuonano in contraltare col caso Roggero — visto che si parla sempre del diritto di uccidere di chi ha ricchezza o potere. Ieri la Lega ha chiesto che venga cambiata la legge sulla legittima difesa — nonostante sia stata tra i principali promotori di quella attuale, durante il governo Conte I. Una proposta del senatore Claudio Borghi vorrebbe ampliare le prerogative di quando la difesa è legittima, con la reazione considerata non punibile “indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta.” Forza Italia, però, sembra non essere d’accordo sulla proposta. Secondo Giuseppe Conte, inoltre, “Se passasse questa norma non esisterebbe più la legittima difesa, esisterebbe il diritto di realizzare una vendetta. Salta la proporzionalità rispetto all’offesa, salta l’attualità, la persistenza dello stato di pericolo. Significherebbe cancellare dall’antico diritto romano a oggi un istituto che, ovviamente, pone lo Stato al centro con il monopolio della forza e della giustizia, attribuirebbe invece a ciascuno cittadino il diritto di reagire, eseguire nella pubblica piazza delle vendette. Soprattutto sarebbe il Far west totale. Una follia.” (il Fatto Quotidiano, dietro paywall)