L’Iran cerca di fermare l’aggressione del Libano
Teheran sospende le trattative finché non sarà rispettato il cessate il fuoco sul Libano. Tra le altre notizie: il ministro della Difesa israeliano fuori dal salone internazionale delle armi Eurosatory, altri 4 deputati passano a Futuro Nazionale, e il successo al botteghino di Obsession e Backrooms
I media iraniani riportano che i funzionari di Teheran hanno interrotto le comunicazioni, anche scritte, con i mediatori al lavoro per chiudere l’accordo con gli Stati Uniti, a causa dei continui e sempre più profondi attacchi delle IDF in Libano. L’Iran ha chiesto più volte la cessazione dell’aggressione del Libano — e teoricamente l’attuale cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran dovrebbe comprendere anche uno stop agli attacchi contro il Libano, ma è una disposizione che Tel Aviv di giorno in giorno ha ignorato progressivamente con sempre più violenza. Dopo gli sviluppi dei giorni scorsi, i funzionari hanno stabilito che finché le proprie richieste in merito — teoricamente già accordate — non vengono rispettate, non ci sono le premesse per proseguire con il dialogo. Nello stesso comunicato di Tasnim c’è una minaccia non troppo velata: l’Iran e i propri alleati hanno “messo in agenda” il blocco completo dello stretto di Hormuz, e l’attivazione di operazioni anche in altri fronti, compreso lo stretto di Bab el-Mandeb, “per punire i sionisti e i loro sostenitori.” Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha commentato in modo netto su X: “Un cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti costituisce, senza ambiguità, un cessate il fuoco globale su tutti i fronti, Libano compreso. Qualsiasi violazione di questo cessate il fuoco su un fronte sarà considerata una violazione su tutti i fronti.” (Telegram / X)
Le pressioni di Teheran hanno fatto agitare molto Donald Trump, che la settimana scorsa aveva in mano un accordo chiuso, che si è rifiutato di siglare per apparenti motivi di orgoglio personale. Secondo un retroscena di Axios, Trump ha chiamato Netanyahu lunedì e lo ha aggredito verbalmente in una delle peggiori telefonate tra i due da quando è tornato alla Casa Bianca. Tre fonti riportano che Trump abbia urlato a Netanyahu: “Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me, ti sto salvando il culo. Tutti ti odiano adesso, e tutti odiano Israele per questo.” A un certo punto si è sentito gridare “che cazzo stai facendo?” Dopo la strigliata, Netanyahu non avrebbe più intenzione di bombardare Beirut, ha riportato un funzionario israeliano — ma il Primo ministro stesso è andato su X a dire il contrario: “Questa sera ho parlato con il presidente Trump e gli ho detto che se Hezbollah non smette di attaccare le nostre città e i nostri cittadini, Israele attaccherà obiettivi terroristici a Beirut.” “La nostra posizione resta invariata.” (Axios / X)
Ignorando la dichiarazione di Netanyahu, Trump ha annunciato un accordo parziale tra Israele e Hezbollah per ridurre i combattimenti. Secondo il presidente statunitense nessuna truppa israeliana “andrà a Beirut,” e quelle in viaggio “sono già state richiamate indietro.” Allo stesso tempo, Hezbollah avrebbe “accettato che tutti gli attacchi cesseranno — che Israele non li attaccherà, e che loro non attaccheranno Israele.” Lo stesso Trump non è sembrato essere convintissimo dell’accordo, e conclude il messaggio scrivendo: “Vediamo per quanto tempo dura — speriamo per SEMPRE!” L’ambasciata libanese negli Stati Uniti ha confermato che le autorità libanesi hanno ottenuto l’approvazione di Hezbollah a una proposta del segretario di Stato Rubio: Israele non colpirà i sobborghi meridionali di Beirut, e Hezbollah non attaccherà il nord di Israele. (Truth Social / Associated Press)
Che Trump sia estremamente frustrato da come i media stanno raccontando della disfatta statunitense non è un’ipotesi o un retroscena. Poco dopo, Trump è tornato su Truth Social sbottando: “Se l’Iran si arrende, ammette che la propria marina è stata distrutta e giace sul fondo del mare, e che la sua aeronautica non è più con noi, e se tutto il suo Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando ‘mi arrendo, mi arrendo’ mentre sventola selvaggiamente la bandiera bianca, e se tutta la sua restante leadership firma tutti i necessari ‘Documenti di Resa’, e ammette la sua sconfitta di fronte alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti d’America, il fallimentare New York Times, il China Street Journal (WSJ!), la corrotta e ormai irrilevante CNN, e tutti gli altri membri dei media delle fake news, titoleranno che l’Iran ha ottenuto una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d’America.” D’altronde si vede che gli Stati Uniti stanno vincendo, senza ombra di dubbio: è proprio per questo, evidentemente, che il Pentagono ha annunciato che il proprio ufficio stampa ora è inaccessibile ai giornalisti (sic), dicendo che ora si tratta di uno “spazio segretato.” L’amministrazione Trump II ha progressivamente sempre più ridotto l’accesso della stampa al Pentagono. (Truth Social / Associated Press)