Non ruberesti mai una petroliera
Si va oltre il blocco navale: ora l’esercito statunitense si prepara direttamente a compiere atti di pirateria e abbordare le navi collegate all’Iran. Tra le altre notizie: il flop di Salvini a Milano, le elezioni in Bulgaria, la crisi del carburante colpisce i gig worker, in Bangladesh
Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso: lo ha annunciato l’esercito iraniano, spiegando che la chiusura continuerà fino alla scioglimento del blocco navale imposto dalla marina statunitense. Due navi che hanno provato a forzare il passaggio nonostante il cambio di indicazioni da parte delle autorità iraniane hanno segnalato di aver subito attacchi. Trump ha ribadito che gli Stati Uniti manterranno il blocco navale dei porti iraniani finché non sarà raggiunto un accordo di pace con. In risposta, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di “banditismo e pirateria sotto la maschera di un cosiddetto blocco.” Secondo le autorità statunitensi, dall’entrata in vigore del blocco le forze statunitensi hanno respinto 21 navi. Le accuse di pirateria sembrano aver ispirato i funzionari di Washington: due retroscena rivelano che l’esercito statunitense si sta preparando ad abbordare navi collegate all’Iran, in tutto il mondo, compresi quelli fuori dal Golfo Persico che trasportano petrolio o armi. Nella zona, l’obiettivo è intercettare le navi già in mare al momento dell’imposizione del blocco e il petrolio in stoccaggio galleggiante. (CNN / the Wall Street Journal / the Hill)
Su X, il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf ha pubblicato un thread lamentando: “Il presidente degli Stati Uniti ha fatto 7 dichiarazioni in un’ora, tutte e sette erano false.” “Non vinceranno la guerra con queste menzogne, e certamente non li aiuteranno nei negoziati.” In un’altra dichiarazione, Ghalibaf commenta: “Non siamo più forti degli Stati Uniti in termini di potenza militare, è una semplice questione di matematica; è evidente che hanno più denaro, equipaggiamento e risorse, e poiché hanno invaso molti paesi e commesso crimini in tutto il mondo, hanno più esperienza di noi.” “Il governo statunitense dice che l’America viene per prima, ma in pratica, ha dimostrato che Israele viene per primo, perché vengono prese decisioni in base alle notizie false di Israele.” (X)
Nei giorni scorsi Trump aveva fatto dichiarazioni di forza nei confronti di Israele, dicendo senza mezzi termini che gli Stati Uniti proibivano ulteriori operazioni in Libano. Ieri, dopo essersi conto che qualcuno si era offeso, il presidente statunitense ha ricalibrato: “Che piaccia o no, Israele ha dimostrato di essere un GRANDE alleato degli Stati Uniti d’America. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato il loro vero volto in momenti di conflitto e stress, Israele combatte con tenacia e sa come VINCERE!” Nelle scorse ore in Libano è stato ucciso un soldato francese, in un attacco che le autorità di Parigi hanno attribuito a Hezbollah. Nell’attacco sono stati feriti altri 3 soldati, di cui due ora sono in condizioni gravi. La ministra delle Forze armate francese Catherine Vautrin ha raccontato che la pattuglia è caduta in un’imboscata mentre era in missione per aprire una rotta verso un posto UNIFIL rimasto isolato dai combattimenti nell’area, e che il soldato è stato ucciso da fuoco diretto di armi leggere. Hezbollah ha smentito di essere responsabile dell’attacco, e ha invitato alla cautela le autorità, chiedendo di “evitare di affrettarsi a conclusioni e accuse.” Il partito ha inoltre espresso sorpresa per quelle che definisce accuse premature, affermando che alcune parti si sono affrettate ad attribuire la responsabilità di questo attacco quando invece di solito “restano in silenzio durante gli attacchi israeliani alla forze UNIFIL.” (Truth Social / Reuters / Anadolu)