La trattativa è sul destino del petrodollaro

Manca poco alla fine del cessate il fuoco, non c’è spazio per la trattativa, e negli Emirati Arabi Uniti si guarda allo yuan. Tra le altre notizie: la vittoria di Rumen Radev in Bulgaria, il dibattito sul gas russo in Italia, e questo robot ha corso una mezza maratona piú veloce di ogni essere umano

La trattativa è sul destino del petrodollaro
foto via X, @CENTCOM

Solo poche ore dopo la pubblicazione dei retroscena che citavamo ieri, l’esercito statunitense ha lanciato la propria prima azione di pirateria marittima: gli Stati Uniti hanno attaccato e sequestrato una nave cargo battente bandiera iraniana che, secondo Washington, avrebbe cercato di eludere il blocco navale. Il comando militare congiunto iraniano ha ovviamente promesso una ritorsione, con il rischio del crollo del cessate il fuoco. Ma la prima conseguenza dell’attacco è diplomatica: i media iraniani riportano che Teheran al momento non ha in programma di partecipare a nuovi colloqui con gli Stati Uniti, che si sarebbero dovuti tenere di nuovo all’ultimo momento prima della fine del cessate il fuoco. Gli Stati Uniti avevano detto che oggi avrebbero inviato una delegazione in Pakistan per un possibile nuovo round di colloqui, ma a questo punto probabilmente la trattativa continuerà solo in modo indiretto. L’incertezza ha fatto risalire i prezzi del petrolio, con il rischio di aggravare una delle peggiori crisi energetiche globali da decenni.⁠ (Associated Press / the Guardian / Reuters)

Le ultime ore rimaste alla trattativa lasciano i due stati in estrema difficoltà: un retroscena del Wall Street Journal riporta che gli Emirati Arabi Uniti hanno avviato colloqui con gli Stati Uniti per ottenere un sostegno finanziario di emergenza nel caso in cui la guerra dovesse ulteriormente inasprire la crisi. Il timore di Abu Dhabi è che la guerra possa danneggiare in modo irreversibile l’economia emiratina, erodendo la sua posizione come hub finanziario globale. I funzionari emiratini hanno avvertito i proprio interlocutori di Washington che se il paese dovesse finire le proprie riserve di dollari, potrebbe vedersi “costretto” a usare lo yuan o monete di altri paesi ancora per le transazioni petrolifere, cosa che costituirebbe un danno significativo per il ruolo internazionale del dollaro — la cui importanza in tutto il mondo è legata al fatto che le vendite di petrolio avvengono quasi esclusivamente in dollari. (the Wall Street Journal, dietro paywall)

Il cessate il fuoco in Libano sta nominalmente tenendo, nel senso che non ci sono stati ulteriori attacchi che hanno causato decine di morti, ma un’inchiesta di Haaretz rivela che le IDF stanno sfruttando la pausa dei combattimenti per demolire edifici nei centri abitati nel sud del paese. Nelle scorse settimane nell’area erano state portate decine di mezzi, soprattutto escavatori, gestiti da appaltatori civili — alcuni pagati a giornata, altri in base al numero di edifici che venivano abbattuti. Una fonte del quotidiano di Tel Aviv riporta che si tratta degli stessi appaltatori che si sono occupati della demolizione degli edifici nella Striscia di Gaza. In uno dei centri abitati che le IDF stanno distruggendo, in questo momento sono operativi 20 escavatori. Le attività includono la demolizione di case, edifici pubblici e anche istituti scolastici — per la demolizione delle strutture pubbliche gli appaltatori aspettano di ricevere conferma dalle autorità israeliane, nel contesto di un piano di distruzione atto a “ripulire l’area.” (Haaretz)