Trump tenta il qui pro quo sull’Iran

Trump offre un’espansione degli Accordi di Abramo per quietare Israele e i falchi statunitensi, ma non con grande successo. Tra le altre notizie: siamo sotto una “cupola di calore,” le amministrative sono andate piuttosto male alla destra, e l’enciclica sull’IA di papa Prevost

Trump tenta il qui pro quo sull’Iran
foto: dominio pubblico, Molly Riley / Casa bianca

Donald Trump ha scritto su Truth Social che le trattative con Teheran “procedono bene,” anche se in realtà l’esercito statunitense ha condotto una serie di attacchi contro l’Iran, colpendo siti descritti come di lancio missilistici e imbarcazioni accusate di stare disponendo mine. Secondo la versione dell’esercito statunitense, gli attacchi sarebbero stati condotti “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane,” ma con “moderazione,” per un rispetto nominale del cessate il fuoco. Nelle scorse ore effettivamente ci sono stati passi avanti — a livello pubblico — che potrebbero essere significativi: Trump ha scritto che “preferibilmente” l’uranio arricchito iraniano andrà “distrutto” in Iran. Ora, ovviamente l’uranio arricchito non può essere “distrutto,” ma si può presumere che Trump intendesse che il processo di diluizione potrebbe essere gestito direttamente dalle autorità iraniane. Dall’altra parte, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha negato che l’Iran voglia far pagare il pedaggio per l’attraversamento dello stretto di Hormuz. Baqaei ha precisato che dei pagamenti potrebbero essere necessari per la gestione dei costi del “servizio” coordinato con l’Oman, ma ha sostanzialmente respinto la tesi che l’Iran voglia arricchirsi dal controllo dello stretto. (Truth Social / Reuters / Truth Social / Tasnim)

Anche ammettendo che gli Stati Uniti siano pronti a siglare un accordo che li vede uscire dallo scontro sconfitti — gli attacchi delle scorse ore potrebbero essere anche un modo per cercare di compensare questa ottica — resta un problema enorme nella trattativa: che Israele e i suoi alleati negli Stati Uniti accettino l’accordo senza rendere impossibile la vita politica di Trump. Forse anche per questo, nello stesso post Trump ha lanciato una nuova proposta: qualsiasi accordo per porre fine alla guerra dovrebbe includere l’adesione “obbligatoria” di altri paesi agli Accordi di Abramo — indicando Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, e nominando anche Turchia ed Egitto, che con Israele hanno già relazioni diplomatiche. Gli Accordi sono un insieme di documenti siglato per primi da Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Israele, insieme agli Stati Uniti, che hanno sancito la normalizzazione delle relazioni con Tel Aviv. I primi risultati sembrano essere stati positivi: il senatore Lindsey Graham, che sabato aveva definito la fine della guerra per riaprire lo stretto “un incubo,” ha cambiato tono, definendo la proposta “semplicemente geniale” e scrivendo su X che “con l’Arabia Saudita e altri come il Pakistan che fanno pace con Israele, la regione conoscerà un livello di stabilità mai immaginato prima.” L’Arabia Saudita non è stata entusiasta di essere trascinata nella trattativa in modo attivo: una fonte governativa di Riad ha detto espressamente a CNN che l’unico percorso per la normalizzazione dei rapporti con Israele è la garanzia di un “percorso irreversibile” verso la formazione di uno stato palestinese. (Truth Social / X / CNN)

Trovare una soluzione digeribile per Israele resta un problema apparentemente insormontabile, e la via d’uscita non può essere nemmeno elettorale: il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha definito i dettagli dell’accordo emergente “inquietanti,” sostenendo che “l’accordo è un danno per Israele, per la regione e per i cittadini iraniani.” Lapid, che fa parte dell’alleanza che punta a battere Netanyahu alle elezioni di questo ottobre, ha ringraziato Trump per aver lanciato la guerra insieme a Israele, ma ha accusato Netanyahu di aver permesso a Washington di negoziare un potenziale accordo con scarso coordinamento con Gerusalemme. (Associated Press)