Le IDF avanzano in Libano (è in corso un cessate il fuoco)

Le IDF continuano l’invasione del Libano, ignorando il cessate il fuoco e la trattativa in corso con Beirut. Tra le altre notizie: un nuovo farmaco anticancro, la procura di Roma sta indagando su specifici soldati delle IDF, e uno studio si chiede: e se la vita su Europa fosse di origine terrestre?

Le IDF avanzano in Libano (è in corso un cessate il fuoco)
Foto via X, Israel Katz

Mentre la trattativa con l’Iran procede a fatica, con uno dei nodi più delicati proprio sullo stop all’aggressione del Libano, le IDF continuano ad avanzare: sabato l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di altri 13 centri abitati nel sud del paese — ignorando il fatto che delegazioni militari libanesi e israeliane tenevano colloqui sulla sicurezza al Pentagono. Venerdì Netanyahu ha annunciato che le IDF hanno superato il fiume Leonte. Dopo i bombardamenti di venerdì, in cui sono state uccise altre 11 persone, centinaia di sfollati si sono rifugiati nella città vecchia di Tiro, l’unica zona non inclusa negli ordini di evacuazione israeliani, dormendo in auto, tende o in negozi. È difficile sostenere che Tiro possa essere un obiettivo militare: si tratta di una destinazione turistica. Nelle scorse ore le IDF hanno conquistato il castello di Beaufort, vicino a Nabatiyeh: si tratta della più profonda incursione israeliana in Libano in più di 26 anni. La presa della fortezza crociata su una montagna strategica è arrivata dopo giorni di combattimenti intensi e attacchi aerei nei villaggi circostanti. La portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano ha pubblicato una foto dei soldati fuori dal castello, e il ministro della Difesa Israel Katz ha scritto su X che le truppe avevano issato una bandiera israeliana sulla fortezza. Israele aveva già catturato il castello nel 1982 e lo aveva occupato fino al ritiro dal Libano nel 2000. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato l’operazione nella zona della cresta di Beaufort e della valle di Suluki con l’obiettivo di smantellare infrastrutture di Hezbollah. Come sempre i militari non hanno fornito prove per sostanziare le proprie azioni. (the New Arab / Associated Press / X)

Gli Stati Uniti sostengono che i colloqui che si sono svolti al Pentagono siano andati bene: il vicesegretario alla Difesa Elbridge Colby li ha descritti come “produttivi,” promettendo che “informeranno il canale politico guidato dal dipartimento di Stato la settimana prossima.” Nel mondo reale, entrambe la parti hanno accolto la trattativa con toni molto diversi: i funzionari libanesi citati nei media arabi hanno espresso delusione per l’esito dei colloqui, e i media israeliani riportano che i funzionari israeliani si sono presentati con posizioni massimaliste. Una fonte di i24 commenta seccamente che i negoziatori libanesi “non sembrano capire la realtà.” “Non sono nella posizione di migliorare la loro posizione negoziale contro di noi.” I due paesi torneranno a parlarsi il 2 e il 3 giugno, ma non ci sono a monte le premesse per una soluzione: Al Araby riporta che i funzionari israeliani non prevedono nessuno scenario in cui le IDF si ritirino dal sud del Libano. (le Monde / i24News / Al Araby Mubasher)

I militari israeliani guardano con preoccupazione alla politica di Tel Aviv e alla trattativa tra Stati Uniti e Iran. La preoccupazione principale dei vertici delle IDF riguarda proprio l’aver invaso i territori oltre il Leonte, riporta un retroscena di Haaretz. In uno scenario in cui il governo decida di fermare la guerra — presumibilmente su pressione di Washington — le truppe si troverebbero a doversi ritirare quando sono ancora in profondità nel territorio libanese, sotto fuoco nemico. Sarebbe un’operazione potenzialmente pericolosa quanto l'avanzata stessa. Contemporaneamente, Hezbollah mantiene alta la pressione: più Israele avanza verso nord, più in profondità i suoi attacchi raggiungono il territorio israeliano. (Haaretz)

Continua a leggere