“Negozieremo con le bombe”
La trattativa tra Stati Uniti e Iran continua, ma agitata da tensioni sempre piú forti. Tra le altre notizie: la caccia alle streghe contro l’uso di cannabis terapeutica, continuano le proteste contro Edi Rama, e le misure di sicurezza soffocano Fable 5
Continuano gli attacchi tra Stati Uniti e Iran — questa in corso è la deflagrazione più grande dall’inizio del cessate il fuoco di aprile. Il CENTCOM statunitense ha annunciato di aver condotto altri attacchi di “legittima difesa,” colpendo “capacità di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea in tutto l’Iran,” mentre i Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato di aver lanciato attacchi contro 18 obiettivi statunitensi, in Bahrein, Kuwait e Giordania. Teheran ha anche specificato che i militari avrebbero aperto il fuoco contro qualsiasi imbarcazione che provasse ad attraversare lo stretto di Hormuz — secondo i media iraniani almeno due navi statunitensi sono finite sotto fuoco iraniano. Nominalmente, gli Stati Uniti si dicono ancora interessati ad un accordo, ma la logica è quella descritta senza pudore dal segretario della Difesa Hegseth, che sostiene di non voler riaprire la guerra ma “fissare i termini dell’accordo.” “Se dobbiamo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe.” “Li colpiremo in modo duro questa notte, e speriamo che l’Iran prenda buone decisioni.” (Reuters / Axios)
Nelle scorse ore Trump ha pubblicato diversi post sull’Iran su Truth Social, ripetutamente sostenendo che l’esercito iraniano fosse stato sconfitto, e minacciando una trattativa difficile: “Hanno perso troppo tempo a negoziare un accordo che poteva essere ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo.” Secondo Trump l’Iran sarebbe a un passo dal diventare uno “stato fallito” e l’esercito statunitense nelle scorse settimane sarebbe riuscito a far passare 100 milioni di barili di petrolio attraverso lo stretto. È possibile leggere gli attacchi di questi giorni in tre modi: come l’antefatto alla piena riapertura del conflitto, come un tentativo disperato di accelerarne la chiusura definitiva, o come un modo per gli Stati Uniti di “salvar faccia,” ricontestualizzando un accordo già chiuso, ma di cui non si è altrimenti soddisfatti. (Truth Social)
C’è chi scommette sia la seconda possibilità: una fonte vicina ai negoziati racconta ad Amwaj.media che una nuova bozza dell’accordo è stata chiusa grazie alla mediazione del Qatar: “Il testo è pronto, è stato finalizzato questa notte.” I negoziatori di Washington e Teheran sarebbero soddisfatti dell’accordo, e mancherebbero solo le firme del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano e della Casa bianca. Secondo una fonte di alto rango a Teheran in questo momento Trump sarebbe molto “arrabbiato” per lo stallo — il funzionario ha sospirato, parlando con il sito, dicendo che alla Casa bianca “sembra esserci poca consapevolezza del fatto che gli scontri armati veri ‘non sono un videogioco.’” (Amwaj.media)
The Submarine questo mese compie 10 anni: per l’occasione, ci troviamo sabato 13 giugno ai Giardini Lea Garofalo, per parlare delle notizie di cui ci occupiamo tutti i giorni da ormai parecchio tempo. Faremo anche un po’ di festa! Vi aspettiamo.
