Nascondere i morti sotto lo zerbino

Il Pentagono ha creato un conteggio separato per nascondere morti e feriti della guerra in Iran. Tra le altre notizie: la polizia ha ucciso il sospettato dell’attacco al Pride di Berlino, come Tg1 e Tg2 parlano dei coloni israeliani, e il riconoscimento facciale contro i bagarini di Pokémon

Nascondere i morti sotto lo zerbino
foto via X, CENTCOM

Associated Press denuncia che i 4 militari statunitensi uccisi nelle ultime due settimane di aggressione statunitense contro l’Iran non compaiono più nel bilancio ufficiale delle vittime della guerra: sono stati spostati in una categoria nuova, e separata. Il Defense Casualty Analysis System — il registro che gli stessi funzionari del Pentagono hanno più volte indicato come la fonte definitiva su morti e feriti del conflitto — la scorsa settimana ha rimosso i 4 militari deceduti, insieme a decine di feriti, dal conteggio relativo all’Iran. Domenica è poi apparsa sul sito una voce inedita, “Overseas Operations,” che elenca per nome i 4 morti dell’esercito e 207 feriti, senza che sia chiaro quanti di questi siano riconducibili alla guerra con l’Iran. Il sospetto — che l’agenzia solleva senza affermarlo — è che la ricategorizzazione serva ad attutire la percezione del costo umano di un conflitto sgradito a gran parte dell’opinione pubblica, dopo due settimane durante le quali l’amministrazione Trump II ha moltiplicato gli attacchi contro Teheran nella speranza di forzare la riapertura dello stretto di Hormuz. Il Pentagono nega tutto, ovviamente: il portavoce Joel Valdez ha attribuito il calo delle cifre non a una volontà di occultare il bilancio, ma ad “anomalie” e “problematiche temporanee dei dati” — provate voi a capire cosa vuol dire —  in via di risoluzione “in tempi brevi.” (Associated Press / DCAS) 

Nelle scorse ore il personale del Pentagono ha iniziato a popolare la categoria Overseas Operations, dove sono apparsi oltre 140 feriti datati dopo il 7 luglio. Così il bilancio ufficiale della prima fase del conflitto, quella battezzata Operation Epic Fury, si ferma a 14 morti e oltre 400 feriti, mentre il totale complessivo dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, sale a 18 militari uccisi e 624 feriti. Il punto non è solo di percezione politica, o contabile: separare i due tronconi del conflitto servirebbe ad aggirare il War Powers Act del 1973, la legge che impone al presidente di chiudere le operazioni militari entro 60 giorni senza un via libera del Congresso. L’amministrazione sostiene che il cessate il fuoco di aprile abbia “congelato” l’orologio il primo maggio, e che i combattimenti ripresi il 7 luglio costituiscano perciò una guerra a sé — una lettura che, notano gli analisti, sarebbe senza precedenti. (the Guardian)

La sospensione degli attacchi statunitensi — e di conseguenza di quelli di ritorsione iraniani — sta dando spazio a un momento di trattativa, che pure resta fragilissima. Nelle scorse ore ci sono state tensioni nello stretto di Hormuz: Teheran ha fermato 6 imbarcazioni che stavano percorrendo tratte “illegali,” con il sistema di navigazione spento di proposito, su istigazione delle forze statunitensi, sostengono i media iraniani. Fars parla apertamente di un “tentativo delle forze americane di aprire” la sezione sud dello stretto — sarebbero stati individuati 5 velivoli di supporto militare statunitense nella zona. (Reuters / the New Arab)