Il governo Netanyahu VI sogna di radere al suolo la Cisgiordania

Una serie di attacchi di coloni può diventare la scusa per un’operazione allargata delle IDF. Tra le altre notizie: la conferma di Volker Turk, contro le minacce degli Stati Uniti; il fronte contro l’inasprimento della giustizia minorile; e un programma assicurativo per l‘industria degli anime

Il governo Netanyahu VI sogna di radere al suolo la Cisgiordania
Il momento in cui un cittadino palestinese strappa il fucile di mano a un colone israeliano, grab via Drop Site

I coloni israeliani hanno lanciato uno degli attacchi più pesanti degli ultimi mesi in Cisgiordania: tutto è partito dal centro abitato di Tal, vicino a Nablus, dove una ventina di coloni israeliani ha fatto irruzione in un'area senza coordinarsi con le IDF: nello scontro a fuoco sono rimasti uccisi 4 palestinesi e 2 soldati israeliani. I coloni hanno aperto il fuoco sugli abitanti palestinesi, e la situazione è degenerata quando i residenti hanno cercato di difendersi da coloni e militari. Come sempre le IDF minimizzano le operazioni dei coloni — che nella versione dei fatti israeliana erano “escursionisti.” Alla sparatoria è seguita una rappresaglia a catena. I coloni hanno dato alle fiamme case, veicoli e terreni agricoli a Surra, aperto il fuoco con munizioni vere a Urif, accoltellato un palestinese nei pressi di Gerico e allestito un nuovo accampamento a Odala. Parallelamente l'esercito israeliano ha assediato Tal e Nablus, sigillato gli ingressi di più villaggi — a Haris aprendo direttamente il fuoco — e fatto irruzione nell'ospedale specializzato di Nablus, arrestando palestinesi feriti, dopo che Netanyahu aveva annunciato una serie di misure “energiche” in Cisgiordania. Filipe Ribeiro, responsabile della missione di MSF in Palestina, denuncia che “questi episodi violenti a Nablus non sono isolati”: “Si inseriscono in uno schema più ampio di raid israeliani, violenza dei coloni sostenuta dallo Stato, interruzione dei servizi essenziali e pressione crescente su civili e sanità.” (Al Jazeera / Anadolu)

L’aggressione dei coloni sembra essere la scintilla perfetta per giustificare una operazione “estesa” in Cisgiordania, con l’obiettivo di arrestare “decine di palestinesi” coinvolti in quello che definisce un attacco terroristico — nonostante i video dalla scena mostrino uno scontro non premeditato e soprattutto causato dagli aggressori israeliani stessi. Netanyahu e il ministro della Difesa Katz hanno chiesto che “le forze di sicurezza possano agire liberamente e con la massima forza contro il terrorismo,” invocando la mobilitazione di ancora più truppe, la demolizione delle case degli accusati a Tal, il sequestro delle armi e la revoca dei permessi di lavoro nel villaggio. Il premier ha rilanciato anche la costruzione di nuovi avamposti e la sanatoria di quelli esistenti, illegali persino per la legge israeliana. (the Guardian)

A rendere esplicito il disegno sanguinario sono le stesse voci del governo. Il ministro delle Finanze Smotrich ha auspicato che Tal e i villaggi di Iraq Burin e Beit Furik “somiglino esattamente ai campi profughi di Nablus e Tulkarm,” travolti l’anno scorso da una campagna di demolizioni che ha sfollato decine di migliaia di persone; Ben-Gvir ha chiesto di trattarli “come Beit Hanoun a Gaza” — cioè bombardati e rasi al suolo.  “Per ogni ebreo ucciso, il nemico deve subire una perdita di terre e case. Questo è il linguaggio che si parla in Medio Oriente, e come abbiamo fatto a Gaza, è tempo di farlo” in Cisgiordania. (Reuters / X)