L’era delle pensioni private è cominciata

Il governo Meloni consegna le risorse della previdenza italiana a BlackRock. Tra le altre notizie: una ricostruzione della strage a Minab, con cui è iniziata la guerra in Iran; Crosetto conferma che dall’Italia sono partiti 500 voli statunitensi; chi usa ChatGPT per farsi scrivere fan fiction

L’era delle pensioni private è cominciata
foto CC BY-SA 4.0 Gio Dalo

Se siete neoassunti ricordate che avete 60 giorni di tempo per poter negare il vostro consenso alla truffa del secolo. Da ieri infatti è partito il silenzio assenso per aderire al trasferimento di una parte di contributi a un fondo pensione privato — se non vi opponete entro 60 giorni verrà trasferito anche il tfr, e non ci sarà modo di opporsi in futuro. Alessandro Volpi su Altreconomia commenta che “la privatizzazione avanza,” e che a lucrare di più sono gli onnipresenti fondi finanziari statunitensi, sempre più padroni-ombra dell’economia finanziaria e reale italiana. I soldi, per dirla in modo chiaro, non andranno a sostenere la previdenza italiana, ma direttamente negli Stati Uniti, nelle casse della grande finanza. “Il principale è BlackRock che usa come ‘depositario’ e garante State Street Bank in una filiera dove gran parte di quel risparmio finisce nelle società di cui BlackRock è azionista, naturalmente rigorosamente domiciliate in terra Usa e, spesso, con sede in Delaware (a fiscalità agevolata). In questo senso l’automatismo dell’adesione ai fondi privati di categoria determinerà un trasferimento di una fetta rilevante del risparmio italiano, circa 74 miliardi di euro l’anno, verso le Borse Usa, ridurrà le disponibilità dell’Inps e sottrarrà risorse al sistema produttivo del nostro Paese.” (Altreconomia)

La riforma è passata sotto relativo silenzio — l’obiettivo è chiaramente sperare che nessuno si accorga della vicenda e un numero rilevante di lavoratori non si opponga allo scippo. Purtroppo i sindacati maggiori sono stati molto tiepidi su questo argomento: la Cgil ha semplicemente scritto in una nota sul proprio sito che “per la CGIL assume particolare rilievo garantire che i lavoratori siano posti nelle condizioni di effettuare scelte pienamente consapevoli, attraverso un’informazione completa e un adeguato supporto da parte delle categorie, delle Camere del Lavoro, dell’INCA e del sistema dei servizi” — ma ha sostenuto iniziative analoghe in determinati settori, in alcuni casi partecipando attivamente alla loro creazione, come nel caso del fondo Espero per la scuola. La riforma di per sé è stata portata avanti soprattutto dal senatore leghista Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro, che intende associare la diffusione dei fondi pensione privati alla possibilità di accedere a cure durante la vecchiaia — in un’intervista al Sole 24Ore ha detto che “l’idea è quella di un cambiamento culturale dove i fondi previdenziali possano offrire servizi aggiuntivi. Uno su tutti, a cui stiamo pensando in prospettiva, è la Long Term Care (Ltc).” Al momento, il 39,9% dei lavoratori ha almeno una parte dei propri contributi investiti in qualche tipo di fondo supplementare. (Cgil / Flc Cgil / il Sole 24Ore)

A fine ottobre, inoltre, è prevista un’ulteriore liberalizzazione delle pensioni private, che ormai stanno evidentemente diventando un tassello conclamato dello smantellamento dello stato sociale in Italia. È un tecnicismo noioso, ma importante: dal 31 ottobre scatterà infatti la piena portabilità dei fondi pensione, e ciò vuol dire che si potrà disporre liberamente anche della parte di contributi che spettano al datore di lavoro — finora si poteva decidere solo su una parte del totale dei contributi. Questo dovrebbe equiparare i fondi di categoria, di solito meno “selvaggi,” con quelli gestiti da BlackRock e compagnia. Fa notare il Corriere della Sera che “l’obiettivo è mettere sullo stesso piano i fondi negoziali con quelli aperti, togliendo il vantaggio competitivo dei fondi costituiti da imprese e sindacati rappresentato dal contributo datoriale (previsto appunto solo per questo tipo di fondi)” — in modo da rendere più appetibili i fondi pensione del tutto privati e gestiti dalle grandi organizzazioni finanziarie di cui sopra. (Corriere della Sera)