1.000 giorni di genocidio a Gaza
1.000 giorni fa Israele ha lanciato la propria aggressione della Striscia di Gaza. Il bilancio, dopo quasi 3 anni, è apocalittico. Tra le altre notizie: i preparativi per la settimana di lutto per Khamenei, è implosa la Commissione di vigilanza Rai, e il 25esimo anniversario di BitTorrent
L’aggressione di Gaza scatenata dal governo Netanyahu VI in risposta agli attacchi del 7 ottobre è iniziata 1.000 giorni fa. Il bilancio tracciato dall’Ufficio stampa del governo della Striscia è vertiginoso: oltre il 90% del territorio è stato distrutto, e ora l’80% della Striscia è sotto il controllo delle forze israeliane. Sono stati uccisi 73.066 palestinesi, di cui più di 21.500 bambini, inclusi 1.022 neonati. A distanza di mesi da cessate il fuoco, ci sono ancora 9.500 dispersi, ormai certamente morti sotto le macerie, e 173.514 feriti. Sull’enclave sono state sganciate circa 223.000 tonnellate di esplosivo: 16 volte la bomba atomica su Hiroshima. Il quadro umanitario è apocalittico, da fine del mondo: l’intera popolazione è a rischio estremo di carestia, quasi 400 mila persone sopravvivono con solo un pasto al giorno, e il 62% dei farmaci di base è esaurito. L’ONU calcola che lo sviluppo umano a Gaza sia stato riportato indietro di 77 anni, con l’aspettativa di vita crollata a 40 anni (!). La Striscia resta coperta da 68 milioni di tonnellate di macerie: dall’inizio del cessate il fuoco ne è stato rimosso meno dello 0,5%, a un ritmo che richiederebbe più di 140 anni solo per ripulire il territorio dalle macerie. (Al Jazeera)
In occasione dell’infelice anniversario, Save the Children ha pubblicato un rapporto in cui raccoglie le testimonianze di alcuni minori sopravvissuti, e ne descrive le difficoltà impossibili. Piú di 800 mila, circa l’80% dei minori di Gaza, hanno perso la propria dimora, e piú di 7 mila sono soli o rimasti separati dalle famiglie. Non serve dire che i 625 mila in età scolare hanno tutti perso 3 anni di istruzione. Nemmeno il cessate il fuoco ha dato tregua ai minori: da quando nominalmente l’aggressione di Gaza si è conclusa, e sono stati uccisi altri 275. Il direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale, Ahmad Ahendawi non usa mezzi termini: “Ogni giorno, negli ultimi mille giorni, il mondo ha tradito un milione di bambini a Gaza, non intervenendo per fermarne l’uccisione e la mutilazione. Mentre i loro corpi fragili venivano fatti a pezzi da bombe e missili, il mondo vendeva quelle stesse armi al governo israeliano.” (Save the Children)
Nonostante la strage, le fazioni della resistenza palestinese hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui rivendicano che Israele ha fallito gli obiettivi annunciati all’inizio della campagna, a partire dal piano di sradicare la popolazione dalla Striscia: “Il confronto con il sistema coloniale sionista-americano e occidentale, armato di ogni tipo di arma, non ha sconfitto lo spirito del popolo palestinese.” I gruppi mettono in guardia dal raccontare il 7 ottobre come l’inizio della guerra, quando la violenza israeliana la precede da decenni. Respingono infine ogni tutela straniera su Gaza, che deve restare “una questione esclusivamente palestinese,” chiedendo il rapido insediamento del comitato tecnocratico proposto, un dialogo nazionale per ricostruire le istituzioni a partire dall’OLP e uno sforzo dei Paesi arabi e islamici per un cessate il fuoco permanente e contro ogni normalizzazione con l'occupazione. (Palestine Chronicle)