La polizia tedesca pesta gli antifascisti

La polizia ha sgomberato con la forza le proteste contro il congresso di AfD. Tra le altre notizie: le navi passano per lo stretto di Hormuz, ma con il contagocce, i braccianti che hanno occupato la basilica di San Nicola a Bari, la guerra degli autori delle fan fiction contro Claude

La polizia tedesca pesta gli antifascisti
CC BY-SA 4.0 Roy Zuo

La polizia, in assetto antisommossa, ha represso le manifestazioni contro il congresso di AfD a Erfurt. I manifestanti avevano cercato di impedire ai delegati del partito di raggiungere la sede con un sit-in, calandosi da un cavalcavia autostradale e bloccando anche i binari del tram. Un portavoce della polizia sostiene che la giornata sia stata “perlopiù pacifica,” anche se ci sono video che mostrano agenti prendere a manganellate e rimuovere con la forza i manifestanti che non stavano facendo niente di pericoloso. (die Zeit / X)

Nonostante la repressione, la manifestazione è stata senza dubbio un successo: non solo per le molte migliaia di persone che si sono mobilitate, ma anche per le enormi difficoltà create per AfD: i manifestanti hanno bloccato per ore un tratto dell’autostrada A71, prima che la polizia riuscisse a sgomberarli. I nomi più importanti di AfD erano già a Erfurt, “barricati in un hotel,” rivendica un portavoce del movimento Widersetzen, ma sono entrati al congresso “in una sala mezza vuota,” “strisciando come i criminali che sono.” (nd)

Dalla sala mezza vuota il partito ha confermato per altri due anni la leadership di Alice Weidel e Tino Chrupalla, anche se entrambi non avevano avversari, per cui non è esattamente una sorpresa. Nel discorso prima del voto Chrupalla si è detto pronto ad assumersi responsabilità di governo, e, guardando alle imminenti elezioni regionali, ha rilanciato, dicendo che in realtà AfD potrebbe governare da solo già “presto.” Weidel ha invece attaccato il cancelliere Friedrich Merz, definendolo “il Vivaldi tra i capi di governo”: “per ogni stagione un annuncio di riforme.” Alla vicepresidenza è stato eletto Stefan Möller, fedelissimo di Björn Höcke — entrambi classificati come estremisti di destra dai servizi interni della Turingia. (die Zeit)

Il successo della mobilitazione a Erfurt non deve trarre d’inganno, a seguire la situazione dall’estero: AfD non è mai stata così forte — a livello federale sfiorerebbe oggi un terzo dei voti, e in Sassonia-Anhalt è la favorita — mentre le forze antifasciste sono sempre più sotto pressione, tra aggressioni, inasprimento delle leggi sulle manifestazioni e criminalizzazione della protesta. Non è un caso: nel suo programma per la Sassonia-Anhalt l’AfD promette di colpire i “fanatici perversi della sinistra” (sic), e bolla antifa — un’organizzazione che ciclicamente dobbiamo ricordare, non esiste — come “una delle maggiori minacce per la sicurezza interna,” da dichiarare terrorista. La crisi ha un’origine precisa, sottolinea taz: in Germania il 10% più ricco detiene circa il 67% della ricchezza del paese, la metà più povera appena il 3%. (die Tageszeitung)