Gli ordini di Trump in caso fosse ucciso

Trump minaccia attacchi devastanti in risposta a un possibile attentato alla sua vita. Tra le altre notizie: Merz scommette sulla popolarità delle sue riforme impopolari; la Rai ferma le repliche di Report, per qualche motivo; e nuovi video di UFO dal dipartimento della Difesa statunitense

Gli ordini di Trump in caso fosse ucciso
Striscione “Kill Trump” esposto ai funerali di Khamenei. Foto CC BY-SA 4.0 Re000searchist

Dopo una settimana di nuova escalation, Donald Trump ha annunciato che Washington e Teheran hanno accettato di proseguire i colloqui, salvo dichiarare chiusa la tregua raggiunta il mese scorso. Trump sostiene che sia stato l’Iran a chiedere di continuare i colloqui: “Abbiamo acconsentito, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è FINITO!,” ha scritto su Truth Social. Parlando con Jeremy Scahill, un funzionario iraniano ha negato che Teheran abbia chiesto la riapertura della trattativa, sottolineando che al contrario “l’impegno diplomatico deriva unicamente dall’insistenza dei mediatori,” che sostengono che gli Stati Uniti abbiano espresso “il desiderio di creare un percorso che consenta a Trump di ritirarsi” dal conflitto. Al centro della contesa resta il controllo dello stretto di Hormuz: gli Stati Uniti pretendono che l’Iran dichiari pubblicamente lo stop agli attacchi alle navi e riapra tutte le rotte senza pedaggi, mentre l’Iran chiaramente non ha intenzione di tornare allo status quo precedente all’aggressione subita. Nelle scorse ore il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è arrivato a Muscat proprio per discutere della gestione dello stretto con le autorità dell’Oman. Su X, Araghchi non lascia spazio a interpretazioni sulla posizione dell’Iran: “Finora l’Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del cosiddetto segretario del Tesoro statunitense, che sta violando il paragrafo 9 del memorandum d’intesa. Questa violazione si aggiunge alle altre e ai passi falsi commessi dagli Stati Uniti. La verità è che può esserci solo rispetto reciproco.” Il riferimento è alle nuove sanzioni emesse dagli Stati Uniti, contro 14 individui ed entità iraniane, giustificate anche queste come ritorsione per gli attacchi iraniani sullo stretto di Hormuz. (Truth Social / X / Reuters / Anadolu / X / Reuters)

Il traffico attraverso lo stretto continua, anche se ovviamente le navi procedono con grande cautela nel contesto dei rinnovati attacchi. In realtà, parte dell’agitazione di Trump sembra davvero essere dettata dalla teoria (…) dell’intelligence israeliana che l’Iran avrebbe un piano per ucciderlo.  Il presidente statunitense ha dichiarato al New York Post di aver “lasciato istruzioni” nel caso Teheran dovesse ucciderlo di “bombardarli letteralmente a livelli mai visti prima.” Su Truth Social ha aggiunto che ci sarebbero “1.000 missili pronti al lancio e puntati contro la Repubblica islamica dell’Iran, con migliaia di altri pronti a seguire immediatamente,” nel caso di minacce contro la sua vita. “Gli ordini sono già stati impartiti,” con la validità di un anno a quanto pare,  per “decimare e distruggere completamente tutte le aree dell’Iran.” Trump ha concluso di nuovo scrivendo “LODATO SIA ALLAH.”  (X / New York Post / Truth Social)

Intanto, il governo Netanyahu VI continua a essere alla ricerca di uno sfogo militare, nell’attesa di una piena riapertura del fronte con l’Iran. Il ministro delle Finanze Smotrich ha raccontato di una conversazione con l’inviato speciale per la regione di Trump, Steve Witkoff, che gli avrebbe detto: “Non permetterò a due milioni di nazisti di vivere accanto ai tuoi figli lungo la barriera di confine,” in riferimento all’intera popolazione della Striscia di Gaza. Witkoff aveva visto, il giorno precedente, i filmati prodotti dalle autorità israeliane sugli attacchi del 7 ottobre. Smotrich ha usato la dichiarazione di Witkoff per giustificare la propria posizione massimalista, secondo cui l’unica strategia contro questi “nazisti” sia togliergli la terra: “Chiunque si metta contro di noi perderà la terra per sempre.” (Israel National News)