L’assalto internazionale contro la Spagna

La destra europea e internazionale vuole sfruttare la crisi di Ceuta per mettere in difficoltà il governo Sánchez. Tra le altre notizie: Stati Uniti e Israele starebbero preparando un grosso attacco contro l’Iran, le tensioni sulle chat di Delmastro, e la guerra di YouTube contro le artiste ASMR

L’assalto internazionale contro la Spagna
foto © European Union, 1998 – 2026

L’emergenza a Ceuta è diventata occasione di scatenare una grande contesa internazionale, in cui si intrecciano interessi e obiettivi geopolitici diversi. Il caso si contestualizza ovviamente nelle tensioni, note e di vecchia data, tra Marocco e Spagna, ma la reazione internazionale sembra essere stata causata principalmente dalla crescente voglia da parte degli stati europei di isolare il governo spagnolo, in concerto con l’aggressione diplomatica che funzionari statunitensi e israeliani conducono da mesi. Su el País Andrea Rizzi mette in ordine i vari piani della crisi. Rizzi sottolinea che l’arrivo di così tante persone — decine di migliaia — è impensabile senza una forma di consenso o comunque collaborazione da parte di Rabat: il Marocco dispone di solide capacità di polizia e di intelligence. Ieri citavamo il dibattito sul — mai dimostrato — pull factor della sentenza del Tribunale supremo, ma vale la pena menzionare anche, o piuttosto, il riavvicinamento della Spagna con l’Algeria, e il via libera al disegno di legge che concede la cittadinanza alle persone saharawi nate quando il territorio era colonia spagnola: tutti sviluppi che hanno irritato il Marocco. (el País / al–Mayadeen / Demócrata)

L’aggressione ignobile del governo Meloni, alla ricerca disperata di argomenti di propaganda in un momento di grande fragilità politica, è tutta tranne che isolata: la ministra degli Interni finlandese Mari Rantanen ha scritto che la Spagna “ha fallito nel difendere i confini esterni dell’area Schengen dalle infiltrazioni” (!) e che “tutti gli stati europei dovrebbero sostenere la proposta di Meloni.” “Gli stati che non rispettano i loro obblighi di proteggere i confini esterni non possono essere membri di Schengen.” In un momento oltre i limiti della comicità e della decenza, Rantanen ha poi aggiunto di “aver iniziato i preparativi per ripristinare i controlli di confine.” “Il nostro compito è assicurare la sicurezza della Finlandia e dei finlandesi venga mantenuta.” I confini della Finlandia sono a soli a 3.400 km — quasi 3 volte la lunghezza dell’intera Italia — da Ceuta. Le ha fatto eco il cancelliere austriaco Stocker con un lungo post su X in cui sentenzia, senza prove: “La decisione del governo socialdemocratico spagnolo di concedere permessi di soggiorno a migliaia di migranti irregolari si è rivelata un ulteriore incentivo all’immigrazione clandestina.” “Qualora la situazione in Spagna dovesse evolversi in modo da esercitare pressione sui nostri confini nazionali, faremo tutto il possibile per proteggerli, compresa la chiusura temporanea delle frontiere Schengen, se necessario.” Anche qui, si parla caritatevolmente da una distanza di 1.900 km. La prima ministra danese Frederiksen si è unita agli attacchi, anche lei auspicando, da 2.300 km di distanza, che l’Unione europea tutta sospendesse la Spagna da Schengen. (the Submarine / X / Berlingske)

Gli attacchi sono continuati anche da fuori dell’UE: il vicepresidente statunitense Vance ha commentato: “Grazie a Dio” Trump “è stato eletto e il confine del nostro Paese non è più così.” “Queste immagini provenienti dalla Spagna sono un triste promemoria delle conseguenze della migrazione di massa e delle politiche globaliste della sinistra radicale che hanno reso possibile l’invasione dell’Occidente.” Elon Musk ha passato gran parte della giornata a pubblicare e condividere post di esplicito suprematismo bianco, ma vale menzionare il post in cui paragona in modo disumanizzante le persone entrate a Ceuta con gli zombie di World War Z. Dalla Spagna, il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha commentato il post dell’ambasciatore ONU israeliano Danon, che aveva accusato Madrid di colonialismo nel pieno della crisi, in modo secco: “Beh, le cose cominciano a chiarirsi.” (X)