L’estate nazifascista dell’Unione europea

La Germania vuole riattivare le deportazioni di richiedenti asilo verso l’Italia. Tra le altre notizie: Netanyahu respinge il piano di pace per Gaza, il riarmo italiano è già iniziato, e non chiedete aiuto al super yacht di Mark Zuckerberg

L’estate nazifascista dell’Unione europea
foto dominio pubblico: Casa bianca / Daniel Torok

Nella gara tra capi di stato e di governo europei a chi è più nazifascista, entra anche il cancelliere Merz, affaticato dalla concorrenza interna di AfD. La Germania, infatti, ha deciso di riattivare le deportazioni dei richiedenti asilo che sono arrivati sul proprio territorio passando dall’Italia — e della quale accoglienza, quindi, sarebbe responsabilità di Roma, in base al regolamento di Dublino. Il prossimo 19 agosto la prima richiedente asilo in quasi 4 anni sarà respinta verso l’Italia: una cittadina somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. Da fine 2022 il governo Meloni aveva rifiutato sistematicamente di riprendersi i “dublinanti,” citando una presunta “emergenza nazionale” in corso — voi vi siete accorti che c’era? — e a dicembre 2025 aveva ottenuto che Berlino cancellasse i casi pregressi, ottenendo di non dover accogliere qualche migliaio di persone. Secondo Repubblica, ora il ministero dell’Interno tedesco vuole rispettare le regole alla lettera: “Un sistema di Dublino funzionante è la premessa per il successo della Riforma dell’asilo europeo,” ha dichiarato un portavoce del ministero, che sottolinea, di conseguenza: “La Germania si aspetta che i trasferimenti in Italia e in Grecia vengano ripristinati” — almeno dal 12 giugno, quando sono entrate in vigore le nuove regole europee per l’asilo. Il ministero ricorda che lo scorso autunno Roma e Atene hanno accettato accordi bilaterali con la Germania per “implementare di nuovo il regolamento di Dublino a partire dall’entrata in vigore del Geas,” la riforma del diritto d’asilo, appunto. (la Repubblica)

È fondamentale sottolineare che, anche negli scenari meno “regolamentati,” i flussi migratori che interessano i paesi europei non solo sono completamente gestibili — ma l’arrivo di queste persone è una necessità fondamentale per la sopravvivenza del blocco. Le dinamiche tra stati europei, però, non potrebbero essere più diverse: il mese scorso la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione al Parlamento con una prima valutazione sulla performance dei paesi sottoposti a pressione migratoria. Il documento loda il lavoro svolto da Spagna e Cipro, riporta alcune difficoltà incontrate dalla Grecia, di cui però si riconoscono gli impegni, ed è piuttosto critico verso l’Italia. I toni restano, diciamo caritatevolmente, nel farsesco: l’Italia viene bacchettata perché ha rifiutato, tra il 12 giugno e il 7 luglio, 12 richieste di “trasferimento” da altri stati europei, quando nel contesto del nuovo regolamento le autorità italiane non ne avevano il diritto. La Commissione europea ha chiesto al governo europeo di rimuovere “con urgenza” (!) “tutti gli ostacoli rimasti, anche interrompendo le pratiche che finora hanno impedito i trasferimenti, e di garantire il necessario impegno e la cooperazione operativa con gli altri stati membri su tutti gli aspetti pratici e logistici.” (Commissione europea)

La risposta delle autorità italiane alla decisione della Germania resta nell’ambito del tragicomico: il Viminale considera “azzerati” tutti i dublinanti arrivati in Europa prima del 12 giugno, per cui l’Italia non dovrebbe “riprendersi” (…) nessuno. Per quelli successivi a quella data, il governo Meloni ha già pronto il pretesto, ovvero che venga operata una “compensazione,” che tenga conto dei migranti sbarcati sul territorio nazionale da navi di ONG battenti bandiera di stati europei — l’accusa, che il ministero passa alle agenzie, è che molte di queste ONG sono tedesche. Al ministero non si perde tempo a confrontarsi con il peso reale delle proprie parole, ovvero sostenere implicitamente che sia preferibile l’assenza di queste ONG: sarebbe meglio, di conseguenza, secondo il ministero, che le persone migranti soccorse, al contrario annegassero in mare. Questa mattina Meloni e la premier danese Frederiksen hanno pubblicato un post in collaborazione su Instagram, in cui rivendicano un’alleanza per “non accettare l’immigrazione senza controlli,” che “nessuno può negare abbia un impatto negativo sulle nostre società” — le due cape di governo non si sono sprecate nel produrre prove in sostegno alla loro tesi, secondo cui “le popolazione europee,” “comprensibilmente” (!) “si aspettano azione dai loro politici.” (Adnkronos / Instagram)

L’intelligence italiana intanto ha sottoposto al governo un memorandum sulla situazione a Ceuta, in cui si parla di un “blitz coordinato” che potrebbe portare a un nuovo “ingresso massivo” di persone nell’enclave spagnola entro Ferragosto. Avete notato come nonostante si parli di “blitz coordinati,” il governo e i media italiani non facciano mai i nomi dei coordinatori? ANSA ad esempio riporta che “per l’intelligence ci sarebbe ‘una regia,’ che però per il momento non sarebbe attribuibile ad un attore specifico.” Nell’attesa che l’insondabile mistero si chiarisca, l’esecutivo preferisce di gran lunga continuare lo scontro diplomatico con il governo spagnolo: ieri Tajani ha dichiarato che ci sarebbe un “rischio terrorismo” e che la piccata reazione spagnola “non può portare a cambiare la decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna.” (ANSA)