Chi ha guadagnato da 6 mesi di guerra

In molti hanno guadagnato molto dalla guerra: tra gli altri, anche Trump e i suoi figli. Tra le altre notizie: anche Olivier Faure si candida alla presidenza francese, l’idea di introdurre il ballottaggio alle elezioni politiche, e il lancio del telescopio Roman

Chi ha guadagnato da 6 mesi di guerra
foto CC BY–SA 4.0 Gage Skidmore

Sono passati sei mesi dall’aggressione dell’Iran, e, con il costo dei carburanti sempre più alto, si può iniziare a fare i conti di chi stia guadagnando e chi ci stia perdendo di più. Associated Press prova a fare un primo bilancio, che arriva con un importante asterisco: nonostante la guerra i mercati stanno tenendo principalmente grazie all’entusiasmo degli investitori per l’IA, che ha garantito guadagni molto importanti sia su Dow Jones, che su S&P e Nasdaq. Non serve dire che, con l’aumento del prezzo del greggio il costo dei carburanti è aumentato in modo anche sostanziale — la media del costo del carburante per aerei, ad esempio, è aumentata del 70% (!) rispetto all’anno scorso; aumento che le compagnie hanno riversato direttamente sui costi dei biglietti. L’aumento dei carburanti ha effetti anche secondari: ha ad esempio segnato una marcata accelerazione nelle vendite di automobili elettriche, che alla fine dell’anno dovrebbero coprire il 29% delle vendite globali. Ci sono anche “vincitori” economici specifici: come Powerus, l’appaltatore militare che Eric e Donald Trump Jr. vogliono quotare in tempi stretti, che ha vinto un contratto dell’Aeronautica statunitense da 90 milioni di dollari, per intercettori anti–drone. Il fondo 1789 Capital di Donald Trump Jr. detiene anche quote in altri contractor importanti per la guerra, che stanno guadagnando molto bene: su tutti Anduril, che guadagnerà bene dalla vendita di intercettori al Kuwait — un affare da 2 miliardi di dollari — che è stata approvata proprio dalle autorità statunitensi. Hanno anche avuto molta fortuna (…) i terzi che gestiscono il portafoglio del presidente degli Stati Uniti, che hanno molte azioni Lockheed Martin, General Dynamics e Northrop Grumman. La portavoce della Casa bianca Anna Kelly insiste che nonostante tutto questo “non ci sono conflitti di interesse,” e che Trump “agisce solo negli interessi del pubblico americano.” (Associated Press) 

Nonostante le minacce di D-Day economico, nelle scorse ore sono stati i militari statunitensi a tornare all’attacco: è stato condotto un attacco sull’isola di Larak, per colpire, in linea teorica, dei lanciatori di missili iraniani all’imboccatura del Golfo. Sono i primi attacchi delle forze statunitensi da fine luglio. Il Centcom statunitense sostiene che si sia trattato di un attacco “limitato e preciso” contro una “minaccia imminente.” Il Guardiani della rivoluzione hanno risposto a stretto giro, attaccando due basi statunitensi in Giordania — i loro missili sono stati in larga parte intercettati, dicono le forze armate giordane. Nell’attacco di Larak è morto un numero imprecisato di militari e civili iraniani. Nelle scorse ore Trump ha pubblicato un video di bassa qualità generato con l’IA dell’isola di Kharg “fatta a pezzi!!!.” Sull’isola è dislocato il terminal che prima dell’aggressione statunitense e israeliana movimentava il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. Non c’è nessuna conferma di un attacco reale, e in merito nessun commento dalla Casa bianca o dal Pentagono. Bessent, per non farsi rubare la scena dai militari, minaccia che continuerà ad attivare nuove sanzioni, con un ritmo “settimanale.” (Reuters / Truth Social / Reuters)

In risposta agli attacchi all’isola di Larak, il presidente iraniano Pezeshkian ha ripetuto che l’Iran “non cerca la guerra,” ma che “non starà mai fermo di fronte alle aggressioni.” Il presidente iraniano è atteso a Biškek, in Kirghizistan, per il summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. L’OCS nominalmente non ha obiettivi politici — è un’organizzazione che si occupa principalmente della cooperazione economica tra gli stati partecipanti — ma negli anni scorsi sia Putin che Xi hanno usato il summit come occasione per dar voce alle proprie denunce delle azioni dei governi alleati agli Stati Uniti. Durante il summit Pezeshkian dovrebbe condurre un bilaterale con Putin. L’intero summit sarà, inevitabilmente, segnato dalle minacce di Bessent. (Anadolu / Al Jazeera)