Falkland revival
Le tensioni internazionali tra Argentina, Regno Unito, e Israele si intrecciano in modo bizzarro. Tra le altre notizie: la CDU blinda Merz e si prepara a inseguire a destra Afd; il governo italiano non sa se festeggiare per la vittoria di AfD, e il meme coin di Hunter Biden (sì)
La settimana scorsa il presidente argentino Milei era tornato sul tema della colonia britannica sulle isole Falkland, sostenendo che la sovranità del paese era “violata,” e che il suo governo avrebbe combattuto “con le unghie e con i denti” per riprendere le isole Falkland. L’exploit — che fuori dall’Argentina può sembrare essere venuto fuori un po’ dal nulla, dato che la questione delle isole Falkland non è particolarmente discussa, da decenni — era stato reso rilevante da un commento in materia di Donald Trump, che aveva fatto intendere che questa volta gli Stati Uniti sarebbero stati dalla parte dell’Argentina — la guerra del 1982 era stata occasione al contrario per blindare l’alleanza tra Reagan e Thatcher. La decisione di parlare di nuovo di Falkland è un segno della crescente preoccupazione di Milei per i sondaggi. Venerdì la presidenza argentina ha annunciato che aveva ordinato l’apertura di procedimenti per “investigare e incriminare” 45 entità “legate allo sfruttamento degli idrocarburi” nelle isole Falkland — nel documento le troverete menzionate come Las Malvinas, che è il nome con cui vengono chiamate in Argentina. (Página/12 / the Independent / el destape / governo dell’Argentina)
Nelle scorse ore la controversia si è resa più complicata con l’inaspettato* intervento dei politici israeliani, che da giorni sono all’attacco del governo Burnham, che dovrebbe annunciare in giornata sanzioni contro le colonie illegali israeliane in Cisgiordania. Il ministro delle Finanze Smotrich ha chiesto l’espulsione dell’ambasciatore britannico dal paese, parlando di un “governo antisemita,” di un “paese conquistato dall’Islam radicale,” “che cerca di salvarsi dal declino economico e sociale attaccando gli ebrei e lo stato di Israele.” Ben–Gvir si è aggiunto all’attacco, scrivendo che “è tempo che lo stato di Israele riconosca che le isole Malvinas sono territorio argentino sotto occupazione” — ci piace pensare, perché lo stato di Israele se ne intende. “Gli inglesi non si accontentano solo di occuparne il territorio, ma estraggono anche petrolio e rubano soldi al popolo argentino.” (Middle East Eye / X)
La rabbia di Tel Aviv arriva perché oggi il segretario degli Esteri Miliband parlerà alla Camera dei Comuni per “resettare” i rapporti tra Israele e Regno Unito — tra le misure che dovrebbero essere annunciate c’è, appunto, il blocco del commercio con le colonie illegali. Lunedì Burnham ha anticipato la cosa al telefono con Trump, perché ovviamente Londra si aspetta che sia Washington che Tel Aviv risponderanno in modo feroce al cambio di politica estera, una presa d’atto della posizione maggioritaria dell’opinione pubblica britannica. (the Guardian / the Independent / Council for Arab–British Understanding)
Scrivevamo che l’intervento di Tel Aviv era inaspettato perché al centro dell’azione di Milei c’è l’obiettivo di fermare le estrazioni sull’isola dei Leoni Marini, operate dalla britannica Rockhopper insieme all’israeliana Navitas Petroleum. L’amicizia tra Argentina e Israele non garantisce un lasciapassare a Navitas Petroleum: questa notte la presidenza argentina ha annunciato azioni legali contro Navitas Petroleum e i suoi funzionari. Il ministro degli Esteri Quirno farà causa a diverse sussidiarie di Navitas, e ai suoi partner che operano nei territori delle Falkland. Il campo petrolifero dell’isola dei Leoni Marini è al 65% di proprietà di Navitas — nel caso specifico, quindi, Ben–Gvir dovrebbe prendersela anche con il proprio paese. (X / C5N)