L’opzione bomba atomica
Secondo Tucker Carlson l’amministrazione Trump II starebbe preparando un attacco atomico contro l’Iran. Tra le altre notizie: il terremoto nel Partito democratico del Michigan, a Taranto è stato spento l’ultimo altoforno, e OpenAI vuole cambiare nome ai data center
Domenica sera Tucker Carlson, storico volto di Fox News, che ora ha uno show indipendente su X molto seguito dalla destra statunitense, ha pubblicato un lungo post in cui sostiene che l’amministrazione Trump II potrebbe essere a pochi giorni da un attacco nucleare sull’Iran. Il bersaglio indicato sarebbe Kuh-e Kolang Gaz La, il sito che negli Stati Uniti è noto come “Pickaxe Mountain,” Montagna del piccone, dove l’intelligence israeliana sostiene che Teheran abbia ripreso l’arricchimento dell’uranio. Carlson spiega che gli è stato detto che il complesso sarebbe protetto da circa 90 metri di granito, e per questo non ci sarebbero armi convenzionali capaci di penetrarlo. Carlson riferisce che Netanyahu starebbe chiamando Trump “ogni giorno” per spingerlo all’attacco, e starebbe facendo pressione anche su Hegseth e l’ammiraglio Cooper del CENTCOM. La decisione definitiva dovrebbe arrivare entro la fine della settimana, dopo le elezioni di metà mandato. In merito al nucleare Trump ha detto tutto e il contrario di tutto, ma la sua ultima posizione, parlando con Newsmax due settimane fa, era contraria all’uso di armi atomiche. Un’esplosione a Kuh-e Kolang Gaz La potrebbe contaminare la regione e minacciare l’acqua da cui dipendono circa 100 milioni di persone. Carlson sostiene che un attacco nucleare sull’Iran legittimerebbe l’uso di testate atomiche in tutto il mondo, aprendo a una inevitabile Terza guerra mondiale, “breve e finale.” (X / YouTube)
L’allarme di Carlson — che, è importante ricordare, da anni è solo commentatore, e si poggia su fonti anonime — arriva dopo quello del senatore democratico Chris Murphy, che ha ricevuto un briefing del Pentagono sui piani per nuovi raid, che ha descritto pubblicamente come “folli”: “Porteranno a una escalation devastante e alla probabile distruzione del nostro impegno per lo stato di diritto.” È difficile sostenere che gli Stati Uniti siano impegnati per la difesa dello stato di diritto — anzi — ma se si accetta la premessa, il commento di Murphy sembra indicare che l’amministrazione Trump II sia pronta a un attacco di un livello superiore ai numerosi condotti dall’esercito statunitense finora. Il giorno dopo aver dato l’allarme, Murphy è stato ricoverato per un ictus, da cui dovrebbe riprendersi senza problemi. (Democracy Now / CNN)
Se non fosse per lo spettro di un attacco nucleare (…) in realtà nelle ultime ore i retroscena sarebbero stati moderatamente positivi sui passi avanti fatti da Stati Uniti e Iran nella trattativa per mettere fine al conflitto. Vance ha scritto una lettera a Mohsen Rezai, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, in cui Rezai dice di aver notato un positivo “cambio di tono”: “È un buon segnale, vuol dire che l’Iran ha consolidato la sua vittoria.” Anche il ministro degli Esteri Araghchi ha parlato di un “passo positivo” nella trattativa. Nelle scorse ore i negoziatori iraniani hanno condensato con successo l’implementazione del proprio piano in 7 punti in soli due giorni, e ora starebbe agli Stati Uniti accettare l’accordo. Parlando con Al Jazeera, il co–fondatore del Quincy Institute Trita Parsi dice addirittura che c’è un “barlume di speranza” per un accordo: gli Stati Uniti avrebbero ammorbidito la pretesa di mantenere un blocco navale anche a stretto riaperto, condizione che finora rendeva impossibile qualsiasi intesa. (Middle East Monitor / Al Jazeera)