Gadi Eisenkot al bivio
Eisenkot ha l’incarico di formare un nuovo governo in Israele, ma deve superare il razzismo contro le liste arabe. Tra le altre notizie: le proteste in Francia, per la seconda volta in una settimana; gli hacker contro Tajani; e cosa dicono questi peluche IA
Anche se tecnicamente è stato il Likud a ricevere più voti alle scorse elezioni, il primo tentativo di formare il prossimo governo israeliano andrà a Gadi Eisenkot. Lo ha annunciato il presidente Herzog sabato sera; il conferimento formale dell’incarico è previsto per oggi. L’ex capo di stato maggiore, leader di Yashar, avrà 28 giorni, prorogabili di altri 14, per trovare una maggioranza. Nelle consultazioni lo hanno raccomandato 67 parlamentari contro i 46 di Netanyahu — motivo per cui Herzog ritiene abbia più probabilità di formare un nuovo governo, anche se ovviamente le raccomandazioni non sono voti di fiducia garantiti: i 4 partiti del suo blocco controllano soltanto 48 seggi, mentre gli altri 19 appartengono alle due liste a guida araba, che parte dei suoi stessi alleati continua a rifiutare come interlocutrici. La possibilità di rimuovere Netanyahu è concreta, ma non va confusa con una rottura con la politica di repressione contro i palestinesi: Eisenkot è stato osservatore nel gabinetto di guerra durante i primi 8 mesi del genocidio a Gaza e ha ripetutamente respinto la prospettiva di uno Stato palestinese. Tra le condizioni poste ai futuri partner c’è inoltre l’impegno a distruggere il potere militare e di governo di Hamas. (the Times of Israel / Al Jazeera / Middle East Eye)
La coalizione dovrà insomma superare una contraddizione enorme: i partiti che rappresentano i cittadini palestinesi di Israele possono rendere possibile il cambio di governo, mentre una parte dell’opposizione preferirebbe accordarsi con gli ultraortodossi pur di non dipendere dai loro voti. Secondo i retroscena, un dirigente anonimo di Ra’am ha detto che gli 8 deputati del partito sosterrebbero un governo Eisenkot anche senza aver concluso un accordo di coalizione; la Lista comune, invece, non voterebbe a favore, ma non si muoverebbe per sfiduciarlo. Entrambe intenderebbero collaborare alla sostituzione del presidente della Knesset e alla formazione delle commissioni. Avigdor Lieberman continua però a escludere un governo sostenuto dai partiti arabi e si è detto disponibile a compromessi sulla leva degli ultraortodossi per coinvolgere Ebraismo della Torah Unito, la coalizione dei due partiti che rappresentano gli interessi degli ebrei haredim aschenaziti. Netanyahu, evidentemente disperato, ha riscoperto l’“unità nazionale”: purché comprenda anche i suoi alleati di estrema destra. Il primo ministro uscente ha descritto di nuovo — senza fondamento e senza prove — i partiti arabi come sostenitori del terrorismo. Nell’analisi di Haaretz, l’offerta servirebbe soprattutto a consumare il tempo dell’incarico di Eisenkot e a impedire che il suo blocco assuma il controllo della Knesset. Yashar ha risposto chiedendo al Likud di rompere con gli estremisti e accettare un governo guidato da Eisenkot: non un’apertura a lasciare Netanyahu al comando. (the Times of Israel / Haaretz)
A Gaza, intanto, è iniziato il quarto inverno dall’inizio del genocidio — e si vive ancora in tende fatiscenti o dentro edifici bombardati. Secondo l’ufficio stampa del governo della Striscia, almeno 70 mila tende sono state allagate in sole 12 ore. La Protezione civile ha ricevuto circa 1.500 richieste di soccorso, ma fa quello che può: il poco carburante e i mezzi, distrutti o danneggiati, limitano gli interventi. Middle East Eye riporta inoltre che, secondo OCHA, Israele continua a respingere l’ingresso del legname necessario ai kit per i ripari: all’inizio del mese servivano già circa 121.000 tende — ne erano disponibili solo 2.800. Le IDF sostengono di aver rafforzato gli interventi igienico-sanitari e fatto entrare altri 4 autospurghi, ma non hanno dato una risposta alle accuse sul blocco dei ripari. La ricostruzione prevista dal cessate il fuoco è quasi completamente ferma, e vivere dentro edifici fatiscenti è particolarmente pericoloso sotto la pioggia battente, che può facilitare ulteriori crolli. (Al Jazeera / Middle East Eye / Reuters)