A quanto pare essere contro la schiavitù non è scontato
Nessun rappresentante di governo e regione Calabria si è presentato alla manifestazione contro la strage di Amendolara. Tra le altre notizie: un’inchiesta sui droni usati dalle IDF a Gaza, il rinnovo del taglio delle accise sui carburanti, e la Terra riflette la luce solare in un modo strano
Si è tenuta, davanti alla stazione di Amendolara, in Calabria, una manifestazione per ricordare i 4 lavoratori arsi vivi in un’automobile, apparentemente uccisi per aver chiesto una regolarizzazione del proprio contratto al proprio caporale. Nonostante la portata drammatica dei fatti, e la necessità sempre più urgente di un’azione politica radicale per sradicare il caporalato, alla mobilitazione non si è presentato nessuno della giunta regionale Occhiuto (FI), neppure l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, che vive a 20 minuti dal luogo della strage. “Dice che va in giro per il mondo a sponsorizzare le eccellenze calabresi ma dimentica come vengono prodotte,” ha commentato sardonico uno dei sindaci della zona che invece ha preso parte alla mobilitazione, riporta il manifesto. La manifestazione, organizzata in volata da Flai-Cgil ha visto la partecipazione dei principali nomi della politica nazionale: c’era Maurizio Landini, Elly Schlein per il PD, Nicola Fratoianni per AVS, Pasquale Tridico per il M5S, e Maurizio Acerbo del Prc. Le forze di opposizione denunciano la completa inazione del governo: Fratoianni ricorda che teoricamente esisterebbe un commissario nominato due anni fa per superare i ghetti, a cui era stato affidato un budget da 200 milioni, ma che ne ha usati “meno del 10%”; Schlein chiede la formazione di “una procura specializzata contro le agromafie.” Fabio Ciconte, in rappresentanza di Terra Comune/Terra non guerra, spiega in modo secco: “Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida non è venuto, fa dichiarazioni parlando di mele marce ma il caporalato è parte integrante del sistema produttivo di questo paese.” A dire il vero ci si sarebbe potuti anche aspettare una visita di Meloni, che fino a poche ore prima era in regione per la festa dei Carabinieri, ma effettivamente in questo periodo la presidente del Consiglio è così impegnata che manca anche agli impegni internazionali. (Sky TG24 / il manifesto)
La prima cosa che serve fare per combattere il caporalato è d’altronde irricevibile per le forze di destra. È la legge Bossi–Fini: “È quello il problema, inutile girarci attorno, siamo venuti qui per lavorare, non per finire schiavi,” ha dichiarato uno dei manifestanti, arrivato dal Ghana a Lampedusa ancora minorenne. Schlein, che da anni chiede l’abolizione della legge, è tornata a parlarne in manifestazione. Sia la segretaria PD che Landini hanno sottolineato la necessità di regolamentazioni più rigide, perché il problema non si limita ai caporali, ma alle aziende — questo nominalmente 100% legittime — che li impiegano: “È possibile sapere quanta produzione fa ogni ettaro di terreno e quante ore di lavoro servono. Quindi se ho dei terreni e mi servono 1.000 ore di lavoro a persona, devo avere 1.000 ore di lavoro a persona regolari. Quando non avviene bisogna che si intervenga,” ha spiegato il segretario generale Cgil. Secondo Schlein “bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati.” (il manifesto / ANSA)
Il segretario di Flai-Cgil Giovanni Mininni ha mosso accuse specifiche e molto pesanti contro il governo, sottolineando come non si convoca più il tavolo contro il caporalato: “Poteva produrre dei risultati, dare delle indicazioni chiare e precise. Da quando siete al governo è stato insabbiato, l'avete sommerso fino a confondersi con tutto il sommerso che c'è negli altri settori produttivi.” Mininni insiste: “Il problema non sono solo i caporali. Sono le imprese che ingaggiano i caporali. E la magistratura deve andare fino in fondo, non scoprire solo chi sono stati quelli che hanno dato fuoco, ma anche i mandanti probabilmente, o comunque chi organizzava questa rete di caporali pakistani.” (Domani)
The Submarine questo mese compie 10 anni: per l’occasione, ci troviamo sabato 13 giugno ai Giardini Lea Garofalo, per parlare delle notizie di cui ci occupiamo tutti i giorni da ormai parecchio tempo. Faremo anche un po’ di festa! Vi aspettiamo.